Concetti Chiave
- Il "teatro nel teatro" presenta due rappresentazioni simultanee, dove gli attori recitano come attori, enfatizzando il carattere di finzione della rappresentazione.
- Autori come Carlo Goldoni, Denis Diderot, Samuel Beckett e Giovanni Testori hanno esplorato il concetto di "teatro nel teatro" prima di Luigi Pirandello.
- Pirandello è riconosciuto per aver elevato il "teatro nel teatro" a una forma di metateatro, evidenziando l'artificiosità della rappresentazione teatrale.
- Nel suo approccio, Pirandello svela le maschere che indossiamo nella vita quotidiana, mostrando la connessione tra finzione teatrale e realtà.
- Shakespeare anticipa il concetto di metateatro, suggerendo che "tutto il mondo è teatro", un'idea che permea l'opera di Pirandello e il suo studio sulla vita come messinscena.
Il concetto di teatro nel teatro
Il concetto conosciuto tradizionalmente come “teatro nel teatro” implica la convivenza di due rappresentazioni, come avviene ad esempio nell’Amleto di William Shakespeare ma nell’ambito specifico dello spettacolo va ad intendersi un’opera drammaturgica che ha in ogni caso per oggetto un allestimento scenico, in questo modo gli attori non hanno la possibilità di incarnare e immedesimarsi completamente nel personaggio perdendo la propria identità, ma sono costretti semplicemente a recitare la parte di attore in questo contesto. Questo concetto si estende poi anche agli oggetti del teatro, la sceneggiatura ad esempio non va a simboleggiare uno spazio come un salotto lussuoso o una reggia classica, bensì rappresenta il teatro stesso con il suo palcoscenico e le sue quinte.
Evoluzione storica e protagonisti
Si tende a pensare che questa tipologia di spettacolo sia tipica di Luigi Pirandello, ma in realtà non fu il suo primo interprete, prima di lui emergono infatti nomi del calibro di Carlo Goldoni nel suo “Teatro comico”, oppure Denis Diderot con “Il figlio naturale”, oppure ancora Samuel Beckett in “Finale di partita” e Giovanni Testori con la sua “Trilogia degli Scarrozzanti” che già avevano sperimentato in questo campo.
Pirandello e il metateatro
Rimane però comunque innegabile il ruolo fondamentale di Pirandello in questa tipologia di teatro e anche nel suo successo, il “teatro nel teatro” nel suo caso assume anche la massima espressione del metateatro, che permette di esporre con tutti gli espedienti possibili il carattere di finzione tipico della rappresentazione teatrale, e quindi per rendere evidente agli spettatori questo aspetto caratteristico di artificio. Come affermava già Shakespeare in “Come vi piace” nel 1599, “tutto il mondo è teatro e tutti gli uomini e le donne nient’altro che attori”, quindi per lui la vita diventa tutta una messinscena e nel caso del teatro vengono esposti alla luce del sole tutti gli espedienti e i trucchi che cercavano prima di mascherare la finzione del teatro, per invece fare di questo aspetto il punto centrale di tutta la rappresentazione. Chiaramente, tutta la produzione teatrale di Luigi Pirandello si può definire come metateatro, in quanto si nota sempre la sua volontà di svelare al proprio spettatore, sia la finzione del teatro che la teatralità della vita, soffermandosi in particolare su come ognuno di noi indossi quotidianamente diverse maschere, e il suo obiettivo è proprio quello di “smascherare” questa tendenza.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato del concetto di "teatro nel teatro"?
- Chi sono alcuni dei precursori del "teatro nel teatro" prima di Pirandello?
- In che modo Pirandello ha contribuito al concetto di metateatro?
Il "teatro nel teatro" implica la coesistenza di due rappresentazioni, dove gli attori recitano come attori all'interno di un'opera drammaturgica che rappresenta il teatro stesso, perdendo così la loro identità (come descritto nel testo).
Prima di Pirandello, autori come Carlo Goldoni, Denis Diderot, Samuel Beckett e Giovanni Testori avevano già esplorato il concetto di "teatro nel teatro" nelle loro opere, come evidenziato nel testo.
Pirandello ha elevato il "teatro nel teatro" a una forma di metateatro, rivelando la finzione della rappresentazione teatrale e la teatralità della vita, come sottolineato nel testo, dove si evidenzia la sua volontà di "smascherare" le maschere che indossiamo quotidianamente.