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La reazione al relativismo

Secondo Pirandello, scoprendo il contrasto tra maschera e volto, l’uomo può reagire in tre modi diversi in base al proprio temperamento. Egli può mostrare una reazione passiva, ironico-umoristica o drammatica. La reazione passiva è tipica di chi rimane deluso dall’esperienza della nuova maschera ed è incapace di ribellarsi, come nel caso di Mattia Pascal. La reazione ironico-umoristica è propria di chi non si rassegna alla maschera e, consapevole di non potersene disfare, la sfrutta a proprio vantaggio, come nel caso di Chiarchiaro. La reazione drammatica è mostrata invece da chi, scoprendo il contrasto tra maschera e volto, è sopraffatto dalla disperazione, diventando alienato o pazzo, come ad esempio nel caso di Enrico IV.


La patente

L’opera tratta di un certo Chiarchiaro, considerato uno iettatore, tanto che al suo passaggio la gente si sbraccia in gesti di superstizione. Il protagonista è deciso a sfruttare la forma che gli viene imposta dalla società: si reca dal giudice per denunciare dei ragazzi che al suo passaggio si sono esibiti in gesti di scongiuro ed è intenzionato a perdere volutamente la causa perché vuole ottenere una vera e propria patente da iettatore, in modo da chiedere una somma di denaro a chiunque sia superstizioso. L’atteggiamento di Chiarchiaro costituisce un chiaro esempio di reazione ironico-umoristica: egli, infatti, non si rassegna alla forma impostagli dalla società ma, consapevole di non potersene disfare, la sfrutta a proprio vantaggio.
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