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Il pensiero pirandelliano si fonda sul rapporto tra Vita (mobile e fluida) e Forma. La vita è un impulso vitale autentico, appunto un flusso inarrestabile che scorre nell'individuo; la FORMA è l'insieme degli accordi e degli inganni che la società impone all'individuo, costringendolo ad un'esistenza inautentica. L'oppressione esercitata dalla forma sulla vita provoca sofferenza, disagio, smarrimento. Questo rapporto è dato deriva dalrelativismo psicologico, in senso orizzontale, riguarda il rapporto dell'individuo con gli altri, in senso verticale, il rapporto dell'individuo con se stesso (subcosciente).
Il relativismo psicologico orizzontale: secondo Pirandello, gli uomini non sono liberi, sono come tanti <<pupi>> nelle mani di un burattinaio che sarebbe poi il caso. Quando nasciamo per puro caso ci troviamo in una società pre-costruita, regolata da leggi, convenzioni ecc. e inseriti in questo contesto poi la società ci assegna una parte dell'enorme “pupazzata” che è la vita; ci fissiamo una forma e siamo diciamo costretti a muoverci secondo degli schemi ben definiti. Ma sotto l'apparente forma si cela il nostro spirito che avverte sentimenti e impulsi che vanno contro la maschera che noi ci siamo imposti.

Relativismo psicologico verticale: ma il disagio dell'uomo non deriva soltanto dall'urto con la società: nasce anche dal continuo ribollimento e trasmutarsi del suo spirito. Dal fondo del subcosciente, che è la zona oscura e misteriosa del suo essere, affiorano sempre nuovi sentimenti e impulsi che lo rendono diverso non solo dagli altri ma anche da se stesso.

I filoni


Nelle sue opere possiamo distinguere vari filoni: il filone dove nello sfondo appare la sicilianità, evidente nelle sue prime opere e nelle novelle, ma successivamente diciamo che Pirandello si allontana da questo mondo arcaico e regionale; poi segue il filone filosofico-scientifica derivata dalla crisi del positivismo. Questa crisi determinò la sfiducia nella ragione, il che generò sfiducia, insicurezze, dubbi. Tale tendenza viene rispecchiata nei suoi scritti, dove il protagonista delle sue opere è un uomo frantumato che si trova solo, non soltanto dagli altri ma anche da se stesso; il filone politico-sociale dove Pirandello descrive perfettamente nelle sue opere la società del suo tempo, in particolare la piccola borghesia costituita da insegnanti, impiegati, magistrati ecc. che possiedono un malessere profondo, vittime dalle condizioni alienanti della società, delle ipocrisie, dei pregiudizi ecc..; infine il filone biografico dove lo scrittore mette in rilievo la propria condizione alienante di professore e di scrittore che è costretto al duro lavoro dopo la distruzione delle solfare paterne e nella dolorosa esperienza della pazzia della moglie. Tutto ciò incise nella personalità e nella visione pessimistica della vita di Pirandello.

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