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Pirandello: "Uno strappo nel cielo di carta" da Il fu Mattia Pascal


Mattia Pascal, il protagonista dell’omonimo romanzo, si è ormai stabilito a Roma, ha assunto un’identità diversa, facendosi chiamare Adriano Meis ed abita in casa di un certo signor Paleari. Una sera, quest’ultimo propone a Adriano (ex Mattia Pascal) di andare ad assistere insieme ad uno spettacolo in cui delle marionette automatiche recitano l’Elettra. di Sofocle. Questa per Pirandello è l’occasione introdurre la tesi di fondo della sua ideologia. Adriano resta perplesso nel sapere che si ricorre a delle marionette meccaniche per rappresentare una tragedia greca. Paluari continua esponendo un’eventualità e chiedendo a Adriano che cosa succederebbe se nel momento in cui Oreste sta vendicando la morte del padre si aprisse uno strappo nel cielo di carta dello scenario. Adriano non trova risposta, ma Paleari spiega che “Oreste rimarrebbe terribilmente sconcertato da questo buco nel cielo….. insomma diventerebbe Amleto”. In questa frase, apparentemente sibillina, è racchiuso il concetto che Pirandello ha della condizione umana. Oreste è il protagonista della tragedia di Sofocle spinto dalla sorella Elettra a vendicare la morte del padre Agamennone e ad uccidere sia la madre fedifraga, Clitennestra, ed il suo amante. Oreste è un eroe classico che nella vicenda non ha alcuna esitazione: è sicuro di sé, di quello che deve fare mai una volta un ripensamento. Va dritto verso il suo scopo e non esita ad assassinare la madre. Amleto, eroe moderno, come Oreste, sa che il padre è stato ucciso, ma, preso da mille dubbi, non si decide mai a vendicarlo. Alla fine della tragedia, Amleto vendicherà il padre, ma quasi costretto dagli eventi e non dalla sua ferrea volontà. Quindi l’uomo antico aveva delle certezze, l’uomo moderno vive nel dubbio e nell’incertezza. Per questo qualora Oreste, sulla scena, vedesse aprirsi un buon nel cielo perdere tutte le sue certezze che fino ad ora avevano caratterizzato la sua vita ed il suo comportamento e diventerebbe un nuovo Amleto perché lacerato da dubbi, ed incapace di agire per eccesso di consapevolezza critica.
Il brano è ricco di metafore:
la carta che nel sipario simula il cielo sono le convenzioni,le norme le istituzioni e qualora esso si strappasse la recita si paralizzerebbe, come l’uomo moderno che non potrebbe vivere al di fuori della perplessità e della convenzionale falsità che lo circonda. La vita si basa sull’illusione non è altro che un inganno ed è sufficiente che si verifichi un incidente di poco conto, come lo “strappo del cielo” per capire il vero senso dell’esistenza umana. Anche il teatrino è una metafora: le marionette meccaniche recitano una parte senza rendersi conto di quello che fanno e se si scopre la vera realtà ecco insorgere “vertigini e capogiri”, come scrive Pirandello alla fine del brano.
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