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Ciaula scopre la luna


All’inizio della novella Pirandello sembra imitare un narratore interno, soprattutto a causa delle frequenti domande retoriche che pone al lettore e dalla sue risposte, alle quali risponde con naturalezza e come se il lettore conoscesse di prima persona i luoghi ed i personaggi di cui parla. Successivamente però si può capire che il narratore è esterno ma onnisciente, perchè descrive con precisione lo sgomento e lo stupore di Ciaula.
Il linguaggio però è scritto senza nessun termine in dialetto, anche se a volte imita il siciliano, quindi norma parla in italiano corretto, al contrario di Verga.
Questa novella, ha apparentemente molti tratti in comune con i testi veristi di Verga, ma andando a fondo della novella e quindi capire ciò che l’autore vuole trasmettere, si capiscono le analogie e le differenze tra i due scrittori. Verga, con il famoso “Rosso Malpelo” lancia una evidendente denuncia all’ Italia del sud nella fine metà dell’ Ottocento. Non solo alla condizione lavorativa (scandita dalle dure leggi economiche) ma anche e soprattutto alle condizioni sociali : vigeva non solo la legge del più forte, ma vane credenze popolari diventavano motivo di isolamento e maltrattamento di alcuni individui.
Pirandello si differenzia da lui per il finale invece. Infatti nella parte iniziale c’è una chiara descrizione dello sfruttamento lavorativo , compreso quello minorile dei Carusi, bambini e ragazzi costretti a lavorare in condizioni dure ed inaccettabili. Erano spesso vittime di violenza e privati non solo della loro infanzia ma anche del rispetto, dato che erano costretti anche a lavorare 16 ore giornaliere.
È simile a Verga invece, la descrizione dei personaggi da parte di un narratore esterno giudicante se non addirittura sprezzante. Infatti si serve di soprannomi per descrivere la forma dei personaggi, come “Cacciagallina” e “Ciaula”che rispecchiano ciò che sono. “Ciaula” è infatti il nome di un’uccello, ed è stato dato a lui poichè gracchiava come le cornacchie. Ciaula si presenta quindi come un personaggio sciocco ed ingenuo, non in grado di esprimersi e quasi alle condizioni animali; ma tuttavia Pirandello decide di lavorare su di lui.
Per Ciaula però è rassicurante essere trattato da Cornacchia e trascorrere la vita in balia della monotonia. Talmente tanto che non aveva paura del buio delle miniere, poichè conosceva ciò che aveva intorno e sentirsi in un certo modo prottetto, ma era terrorizzato dal Buio della Notte.
Pirandello però, sfrutta questa sua grande paura per indicare l’espressione della condizione umana. Infatti con un personaggio che non è un intellettuale, anzi è addirittura definibile uno scemo, si riesce ad evidenziare ciò che lui sente instintivamente: ovvero, il rapporto con la natura e con l’ignoto, che da senso di smarrimento e nessun senso di conforto.
La notte infatti lo spaesava, perchè non solo raramente era a rapporto con la natura, ma perchè immetteva in lui un senso di solitudine e la visione delle stelle lo spaesava e confondeva. Aveva paura e si sentiva angosciato dall’universo e con questo sentimento coglie il senso di incomprensione e di mistero della natura.
Perchè la Natura c’è e basta, apparentemente senza uno scopo, ma è grazie a Lei che Ciaula non ha più paura dell’ignoto. Infatti uscendo dal ventre della montagna, dove si sentiva confortato ed al sicuro, è una metafora dell’affrontare la vita, che a volte può spaventare ma è necessaria affrontarla. Vedendo la Luna, è come se riscoprisse la vita, che porta con sè un desiderio di Bellezza e voglia di dare un senso alla natura.
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