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La poesia realistico-giocosa del XIII secolo


A cavallo fra il XIII e il XIV secolo, accanto alla poesia cortese o di stile stilnovistico troviamo una produzione di liriche composte in stile comico, realistico e burlesco con qualche venatura volgare che si ricollegano alla predente poesia goliardica e giullaresca.
Questi poeti si attengono a delle convenzioni ben precise e codificate. Infatti, dalla tradizione letteraria latina essi riprendono il disprezzo delle donne, delle mogli, dell’amore contro natura, dell’esaltazione del denaro con cui tutto è possibile.
I temi ricorrenti di questa produzione sono: l’ esecrazione della povertà che impedisce di avere successo con le donne, l’esaltazione del gioco, la rappresentazione di scene di vita quotidiana, spesso triviali, e la celebrazione dell’amore sensuale e delle qualità tutt’altro che spirituali o morali della donna.
Per trattare simili temi, il poeta fa uso di un linguaggio mediocre e basso, tipico del registro colloquiale, a volte rozzo e triviale. La sintassi è irregolare e libera, spesso elementare e ripetitiva, con un uso di espressioni iperboliche. Non mancano imprecazioni, i doppi sensi, metafore oscene espressioni beffarde ed allusione e soprattutto il ricorso alla tecnica dell’adùnaton, cioè alla affermazioni impossibili. A volte, il sonetto riporta la drammatizzazione della vita quotidiana.
Un’altra caratteristica consiste nel ricorso a tematiche amorose tradizionali della lirica cortese o dello Stilnovo, rivisitate in modo ironico, polemico e parodistico.
Fra gli scrittori più importanti appartenenti a questo filone abbiamo:
1) Cecco Angiolieri che alcuni documenti dell’epoca ci descrivono come uno spirito irrequieto, coinvolto spesso in risse, processi e condanne. Le sue rime sono quasi tutte giocose: ci presentano Becchina, la donna amata, il disprezzo per l’avarizia del padre di cui augura la morte o alcuni temi goliardici.
2) Rustico di Filippo, le cui rime sia di tipo cortese che burlesco sono a volte indirizzate con toni aspri verso avversari politici di parte guelfa.
Da ricordare che alcuni poeti, noti per la loro produzione illustre, come quelli appartenenti allo stilnovo, ci sono cimentati in questo genere poetico. Questo è il caso di Dante quando scrive la tenzone con Forese Donati che occasionalmente diventa così autore di testi realistici e giocosi.
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