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Romanzo Cortese



Il romanzo cortese si affermò nel XIII secolo nell’ambito oitanico, prima in versi e poi in prosa, mutando profondamente le relazioni tra autore e lettore: esso aprì la via a una nuova fruizione del testo: la lettura; un tipo di comunicazione privata che instaura tra il lettore e il testo scritto un rapporto diretto.
La fonte principale di molti romanzi cavallereschi è la mètiere de Bretagne, (racconti su Re Artù e i Cavalieri della Tavola Rotonda), un vasto corpus di leggende popolari, che furono utilizzate e reinterpretate per esaltare i temi fondamentali dell’ideale cavalleresco:
- l’amore: nel quale i cavalieri riconoscono il movente di ogni nobile azione umana;
- la donna: che per difenderla o salvarla dai malvagi o per accondiscendere ai suoi capricci, l’eroe-cavaliere cerca l’avventura(quete) e si sottopone alle prove che questa inevitabilmente comporta.
Nell’intrico dell’avventure interviene, di frequente il meraviglioso e il soprannaturale (fate, maghi, filtri magici, ecc.)
L’assenza dell’eroe provoca ansia e preoccupazione nei compagni che, a loro volta, ne iniziano la ricerca. Il racconto così si complica in un incastro di ricerche che vede agire molteplici personaggi e il romanzo prolifera, ne genera altri senza condurre mai a una conclusione definitiva. (Come per esempio il gigantesco Lancelot-Graal)
Il tempo, come lo spazio, ha dimensioni da fiaba.
Numerose le descrizioni di persone e oggetti che interrompono l’azione e aprono scene e quadri spesso assai interessanti, in quanto offrono particolareggiate notizie di costume. Tali disgressioni però, non vengono proposte come traduzione fedele di una data realtà storica, ma rinviano allusivamente a un modello di vita e di civiltà al di fuori della storia.
Non c’è posto nel romanzo cavalleresco per l’esperienza vissuta.
I principali esponenti di questo genere letterario sono:
- Chrètien de Troyes: considerato il maggior poeta medievale prima di Dante; con il suo nome si sono conservati cinque romanzi del ciclo dei cavalieri della Tavola Rotonda, i più noti dei quali sono: Lancillotto o il cavaliere della carretta e Perceval o il racconto del Graal.
- Thomas e Bèroul: scrivono due versioni della leggenda di Tristano e Isotta.
- Maria di Francia: autrice di lais, cioè di novelle in versi sulla materia di Bretagna.
- Giullaume de Lorris e Jean de Meung: autori del Roman de la Rose(Il romanzo della Rosa); un romanzo allegorico-didattico che narra di un sogno intorno al simbolo della Rosa(emblema della donna), che il cavaliere vorrebbe cogliere nel Giardino dell’Amore. Composto da due autori diversi, a circa quarant’anni di distanza l’uno dall’altro.
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