La Scuola Siciliana


I funzionari della corte nella scuola di Federico secondo di Svevia, l'impianto non fu accademico, nel senso che non si trattò di una Scuola in senso istituzionale, assumendo piuttosto i contorni di un movimento culturale, scrivevano di amore perché la cultura li imponeva solo questo, scrivere dell'amore spirituale come l'evasione dalla realtà, scrivendo a tempo perso, usando come modelli i provenzali.
Il grande merito dei Siciliani è quello di aver dato lustro alla lingua italiana, contribuendone allo sgrossamento del volgare in alcuni termini dialettali.
Alla morte di Federico secondo, i funzionari emigrarono a Firenze e a Bologna e nasce la scuola Toscana che alcuni critici la dividono in due parti: Toscani e i Guittoniani(Guittone d'Arezzo) che crede che la fede gli possa spronare a rendersi utile per la propria città.
Iniziano a pensare che si può parlare anche di temi civili, patriottici Guittoniani venivano definiti dai Toscani i primi che danno spazio e importanza alla teologia, complicandone il tema.

Il pensiero di Dante


Dante definisce il linguaggio dei Siciliani artificioso, dando importanza al contempo stesso alla lingua italiana.
Giudicando i Toscani per le loro scelte aspre, artificiose nell'ambito stilistico negli argomenti civili contrario al Dolce Stil Novo.
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