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Poeti cortesi di Toscana

La Scuola siciliana si diffuse in Toscana nella quale, intorno alla metà del Duecento, ci fu un notevole sviluppo culturale, sociale ed economico. I poeti non erano più funzionari e notai del re, ma erano liberi borghesi. Come temi restava in primo piano l'amor cortese ma ci fu anche l'introduzione di temi politici e morali che erano stati trascurati dai siciliani. La forma restò aristocratica ma la lingua passò dal siciliano illustre al volgare toscano.

Alcuni poeti di origine toscana, come Arrigo Testa, Iacopo Mostacci, Compagnetto da Prato, erano un contatto con la Scuola siciliana. Essi frequentarono le corti itineranti di Federico II e di suo figlio Manfredi. Poco dopo, si imposero altri poeti: Bonagiunta Orbicciani di Lucca, ricordato nel Purgatorio dantesco, Panuccio dal Bagno di Pisa, Paolo Lanfranco di Pistoia e Guittone D'Arezzo, che scrisse versi d'amore, ma anche ballate di contenuto religioso, morale e politico. Quest'ultimo fu attivo sia ad Arezzo e a Pisa, sia fuori dai confini toscani, a Bologna. In questa città operarono altri poeti siculo-toscani, tra cui Onesto degli Onesti.

La poesia cortese approdò a Firenze, coinvolgendo autori come Dante da Maiano, Chiaro Davanzati e anche una poetessa, Compiuta Donzella.

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