Storia della letteratura italiana nel Medioevo


Il Medioevo: mentalità e visioni del mondo


Si credeva che il creato fosse voluto da Dio, che Egli avesse dato un ordine divino al creato, perfetto e immutabile: è assente quindi l’idea della trasformazione. La mentalità era quindi che fosse tutto sempre uguale: il mondo viene considerato una realtà statica, che non si modifica. La verità va ricercata nelle Sacre Scritture e negli scritti dei grandi pensatori, i teologi. Non c’era quindi la curiosità a esplorare l’ignoto, la conoscenza non era altro che l’accettazione delle verità tramandate e le possibilità di conoscenza erano limitate. Non era una mentalità secondo la quale bisognasse criticare. La verità era la verità, andava accettata e tramandata; le conoscenze non venivano sperimentate. L’intelligenza di Dio era di gran lunga superiore a quella umana e se un uomo si ribellava avrebbe peccato di superbia. La concezione della vita universale è la stessa di quella terrena: il potere della Chiesa è universale e si impone su tutti, non vi era alcun tipo di tolleranza in merito a questo. Al giorno d’oggi invece la tolleranza è un valore grande, dichiarato almeno burocraticamente. Le due autorità universali erano la Chiesa e l’Impero: la prima si occupava della visione dell’aldilà, la seconda invece del progresso nella vita terrena.
La concezione della storia era di tipo provvidenziale, per l’uomo del Medioevo non c’è distinzione tra passato e presente: essa ricostruisce i fatti nel miglior modo possibile.
Caratteristica del Medioevo era l’enciclopedismo: gli intellettuali dovevano conoscere l’ordine universale che Dio ha dato al mondo, la conoscenza deve comprendere tutta la realtà e tutti i saperi sono subordinati alla teologia. Dunque l’uomo dotto è colui che conosce tutto lo scibile(la totalità delle conoscenze dell’essere umano): essi dovevano infatti conoscere tutte le discipline per favorire il progresso.
Altra caratteristica del Medioevo era la tensione, tendenza al trascendente: Dio è l’aldilà del mondo quindi la verità e la perfezione si raggiungono nell’aldilà, dopo la morte: la conseguenza diretta era la svalutazione della vita terrena. Si crede però che si possa cercare di avvicinarsi a Dio già durante la vita terrena rinunciando ai beni materiali, autopunirsi(addirittura autoflagellarsi, frustarsi) e pregare per raggiungere il mistero di Dio e la beatitudine che sarà completa soltanto dopo la morte: questo è il misticismo, perciò le comunità dell’epoca avevano un comportamento ascetico e mistico.
Altro elemento è l’allegorismo: l’uomo medievale attraverso i simboli del mondo(flora, fauna, ecc.) può capire il loro vero significato: sarà però chiaro del tutto soltanto dopo la morte. Le opere che parlano di animali si chiamano bestiari, quelli della natura erbari e infine lapidari quelli delle pietre. L’allegoria viene quindi applicata anche ai testi(alla lettura dei libri: un’opera ricca di allegorie è certamente la Divina Commedia), alla storia(es. l’elemento del sacrificio di Isacco, la fuga di Mosè dall’Egitto).
Nei libri venivano trattate le arti liberali, o arti intellettuali, ovvero la Matematica, l’Astronomia, la Filosofia, ecc., delle quali si occupavano gli uomini liberi dal lavoro. Gli intellettuali erano coloro che producono e diffondono la cultura. I chierici potevano leggere le arti liberali perché possedevano gli strumenti adatti alla comprensione. I testi religiosi continuavano comunque a essere scritti.
Di fronte alla realtà medievale vi sono tre atteggiamenti:
1) Coloro che sono in contrasto coi valori cristiani e li rifiutano: credono che le opere cristiane siano frutto del demonio;
2) Coloro che ritengono ci siano dei valori comuni al cristianesimo quali ad esempio la solidarietà;
3) Altri facevano una lettura allegorica ovvero trasformavano i testi in testi comuni alla Chiesa.
C’erano inoltre dei gruppi che facevano riferimento al Carnevale e per questo erano dei ribelli rispetto alla mentalità corrente ovvero quella ecclesiastica.
Sui cambiamenti linguistici influiscono lo spazio e il tempo: in tempi e luoghi differenti si parlano varianti del latino tra loro diverse(avveniva anche uno scambio dei testi tra luoghi differenti); nel latino parlato ci sono influenze risalenti a prima della conquista romana. Vengono inseriti nuovi termini, cambiano i vocaboli: la lingua delle comunità subisce delle modifiche a causa dei mutamenti nel passaggio dall’epoca classica a quella medievale. A risentirne maggiormente dei cambiamenti è la lingua parlata. La letteratura aveva anche uno scopo pratico, quello di dare un insegnamento religioso.
Nella civiltà classica il latino letterario(scritto) era la lingua codificata ed era differente da quello parlato: la prima era la lingua scritta colta usata dai grandi scrittori e utilizzata nei documenti ufficiali, mentre la seconda era una lingua più libera, meno regolare.
Invece nel Medioevo il latino resta la lingua scritta(latino medievale, non più classico) mentre a livello di lingua parlata si formano nuove lingue rispetto al latino, i volgari, che erano solo orali e che hanno influenzato il latino stesso.
Le lingue volgari vennero classificate in tre gruppi:
1) lingue romanze o neolatine, dette romanze perché parlate nell’attuale Romania e dette neolatine perché derivavano dal latino: italiano, francese, provenzale, spagnolo, catalano, portoghese, rumeno;
2) le lingue di ceppo, ovvero di origine, germanica: le lingue parlate in Germania, Austria, Inghilterra, Svizzera e paesi scandinavi;
3) lingue slave: Balcani ed Europa orientale.
In Ungheria veniva parlata la lingua dei Magiari, in Finlandia la lingua ugrofinnica e nell’Impero bizantino il greco.
La rivoluzione delle lingue volgari avviene quando esse vengono impiegate dapprima nei testi giuridici e in seguito in quelli letterari. Il primo testo letterale in volgare in Italia fu realizzato da san Francesco d’Assisi nel 1224, opera di particolare importanza in quanto egli dava una visione gioiosa al mondo, a Dio e alla natura; in Francia invece i testi venivano scritti in volgare già dall’XI secolo. Con la fine dell’Impero romano crollano tutte le istituzioni tranne la Chiesa; nascono le sedi parrocchiali e i monasteri, questi ultimi importanti perché in essi i monaci si ritrovavano per ricopiare a mano i testi sacri, quelli dell’età classica. Questi monaci erano detti “amanuensi” perché scrivevano a mano. Venivano realizzate delle copie dei vari testi nelle quali venivano apportate delle modifiche, purtroppo alcuni testi sono arrivati anonimi a noi perché non si dava importanza alla capacità di creatività dell’autore, a differenza di oggi. Inoltre all’inizio del Medioevo qualsiasi testo che veniva scritto veniva considerato un testo di letteratura senza fare alcuna distinzione tra le diverse tipologie.
Vi era un’estrema frammentazione linguistica portata dalle seguenti cause:
1) Le varie regioni di ciò che rimase dell’Impero romano in seguito al crollo erano tra loro isolate;
2) C’era un universale analfabetismo;
3) Come già detto la lingua ha subito cambiamenti nel corso del tempo;
4) Alla lingua sono state apportate delle modifiche da parte dei popoli invasori(come i Germani e gli Arabi).
Nel Medioevo viene interpretata la cultura classica in base alla concezione religiosa e venivano attualizzate le opere dei classici greci e latini.
L’economia e la società di un certo periodo influenzano la mentalità e la concezione del mondo, elementi che a loro volta condizionano molto la letteratura(come per la Divina Commedia).
Avviene un cambiamento importante: un passaggio dalla società curtense(di corte) a quella mercantile(borghese). Se nella prima vi era una mentalità immutabile(chiusa, statica), nella quale la Verità era da ricercare nei testi biblici, l’uomo era considerato un essere debole, di gran lunga inferiore a Dio, in quanto non si aveva fiducia nella sua forza e capacità e la vita terrena non era altro che un passaggio verso la vita vera ovvero quella nell’aldilà, la nuova concezione del mondo era aperta, dinamica, la vita era controllata dalle capacità dell’uomo che cerca di soddisfare i propri piaceri, quindi si rivaluta la vita terrena. All’epoca le rotte marittime atlantiche non erano ancora state percorse a causa della vecchia mentalità: ora invece con l’approccio mercantile si ha la curiosità di scoprire; per affrontare i rischi, gli ostacoli i navigatori dovevano essere coraggiosi, forti, decisi, dovevano contare sulle proprie capacità personali, di conseguenza avviene una rivalutazione dell’uomo oltre che della vita terrena.


Per comprendere meglio gli argomenti e il significato di alcuni termini, elenco qui di seguito alcuni termini con il relativo significato.

Allegorismo: simbologia in cui il piano letterale o significante è fittizio e immaginario o anche un evento realmente accaduto o persona reale sotto cui si nasconde un altro significato astratto.

ASCETISMO: tendenza a disprezzare il mondo perché visto come un cumulo di macerie.

Codice: insieme di regole che fissano le caratteristiche di forma e contenuto dei testi liberali.

Concezione dogmatica: si fonda sui principi assiomatici, cioè indiscutibili(Sacre Scritture) e rifiuta qualsiasi verifica sperimentale.

Enciclopedismo: conoscenza del completo scibile umano.

Filologia: scienza che ripristina la forma di un testo letterario più vicina all’originale.
oppure: la scienza della parola, del testo, il riportare le opere classiche alla forma originaria.

Genere: categoria di opere letterarie definite sulla base di caratteristiche di forma e contenuto.

Intellettuale: colui che produce e diffonde la cultura.

Miniatura: immagine colorata che impreziosiva i libri nel Medioevo.

Misticismo: tendenza a credere che abbandonando i beni materiali per occuparsi dello spirito sia possibile avvicinarsi a Dio già durante la vita terrena.

Simbolo: ogni aspetto della realtà non ha un significato in sé concluso ma rimanda ad un altro.

Tolleranza: disposizione d’animo per la quale si accettano e si rispettano idee, opinioni, religioni diverse dalle proprie.

Trascendenza: caratteristica propria di Dio di essere presente nell’aldilà, oltre il mondo.

Universalismo: tendenza di un movimento politico o religioso a considerarsi valido per tutta l’umanità.

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