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Medioevo - Le nuove lingue volgari

Durante il Medioevo la lingua latina subì dei cambiamenti che diedero vita alle lingue neolatine, romanze o volgari. Queste lingue sono: l'italiano, il provenzale, il francese, lo spagnolo, il catalano, il portoghese, il rumeno ed il ladino.

Questa trasformazione avvenne in un arco di tempo molto lungo, a tal punto che nessuno si era accorto di questo cambiamento. Già al tempo dell'impero romano, il latino scritto non era uguale al latino parlato. Quest'ultimo veniva parlato dal popolo.

La trasformazione cominciò dopo il 476 d.C, cioè dopo la fine dell'impero romano d'Occidente. Verso il 600-650 la gente comune non capiva più il latino. Come è stato detto prima, durante il Medioevo venivano usate due lingue: una per scrivere e una per parlare.

Dopo il Mille queste lingue che venivano pronunciare in modo diverso in base alla zona, vennero differenziate: nascerò le lingue neolatine o romanze.

I primi documenti scritti in lingua volgare furono i Giuramenti di Strasburgo, risalenti all'842. Con questi documenti il re Ludovico il Germano e Carlo il Calvo si scambiarono una promessa di fedeltà nella lingua dell'altro: Ludovico in volgare franco-romanzo e Carlo in antico tedesco. Successivamente, lo fecero di nuovo però lo pronunciarono nelle loro rispettive lingue.

In Italia un documento interessante è l'Indovinello veronese, risalente al 900 circa. Questo documento recita:
«Se pareba boves, alba pratalia araba
et albo versorio teneba et negro semen seminaba.
Gratias agimus tibi omnipotens sempiterne Deus».

L'autore paragona con un gioco di parole, l'attività del copista a quella del contadino che lavora i campi.

Il documento più importante è l Placito capuano, risalente al 960.

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