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Comprensione, analisi e approfondimento


La poesia presenta un ricorrente legame tra amore, cor gentile e natura, la quale avendo generato entrambi, li pone sullo stesso piano, nonostante ciò, solo il cor gentil, che possiede la virtù profonda indipendente dalla nobiltà di sangue, può accogliere l'amore.
Nella prima stanza il poeta paragona l'amore a un uccello che si rifugia tra le fronde (amore), luogo di sicurezza per l'animale; vi è poi il paragone al sole e al suo splendore, poiché come quest'ultimo non esisteva prima del sole, così il cuore nobile non può esistere prima dell'amore e viceversa. Una altro riferimento al mondo naturale è presente al v. 10: come il calore risiede nella luce del fuoco, così l'amore vive nel cuore nobile.
Nella SECONDA STROFA, Guinizzelli nomina la donna (stella), la quale fa innamorare il cuore, reso puro e nobile grazie alla natura. L'amore della donna può essere accolto solo da un cuore che sa accettare e coltivare l'amore puro. La nobiltà del cuore è una qualità che o si ha dalla nascita, o per svilupparla si deve accogliere l'amore. Non si tratta di una nobiltà di sangue, ma di natura, al cui interno si possono progettare nuovi modi di vedere il mondo e la società. Altro tema è la luce prodotta dal sole, e quella prodotta dal fuoco. E' una luce che trasporta calore, pura e trasparente, non per questo impercettibile. Come la luce anche l'amore è invisibile agli occhi dell'essere umano, ma si percepisce attraverso il cuore; risiede in elementi fisici ma si diffonde per illuminare la terra, le strade buie, le stanze dei bambini, così l'amore si diffonde tra le persone per cercare un cuore in grado di accoglierlo.
Nell'ultima stanza, viene introdotto un dialogo tra poeta e Dio, poiché il creatore rivolge a Guinizzelli l'accusa di averlo paragonato a un amore profano. Il poeta infatti paragona la dama a Dio, comparando l'amore terreno con quello celeste, privo di peccato e concentrato sulla contemplazione e l'amore per Dio. La donna è un angelo, elemento superiore all'uomo, un essere sovrannaturale, paragonata a Dio.
La canzone di Guinizzelli, presenta inoltre un'argomentazione complessa, presupponendo conoscenze filosofiche, di matrice aristotelica, quali i concetti di materia e forma, potenza e atto, e la natura.
Figure retoriche: coblas capfinidas, ovvero la ripetizione della parola alla fine del verso.
Stile: dolce, poiché lessico, sintassi e musicalità sono ben omologati
Lessico: registro linguistico elevato, senza la presenza di dialetti o espressioni colloquiali
La poesia mette in evidenza la novità dell'autore, alla base dello Stilnovismo, come l'identità tra amore e cuor gentile, tema della donna angelo, che appartiene alla civiltà feudale ma si muove nello spazio cittadino. Guinizzelli non crea quindi un pensiero innovativo, ma fa da ponte tra la Scuola siciliana e lo Stilnovismo.
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