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Chiaro Davanzati - La splendiente luce, quando apare


Testo


La splendiente luce, quando apare,
in ogne scura parte dà chiarore;
cotant'ha di vertute il suo guardare,
che sovra tutti gli altri è 'l suo splendore:

così madonna mia face alegrare,
mirando lei, chi avesse alcun dolore;
adesso lo fa in gioia ritornare,
tanto sormonta e passa il suo valore.

E l'altre donne fan di lei bandiera,
imperatrice d'ogni costumanza,
perch'è di tutte quante la lumera;

e li pintor la miran per usanza
per trare asempro di sì bella cera,
per farne l'altre genti dimostranza.
PARAFRASI

La luce splendente, quando appare,
rende luminosa ogni parte in ombra;
ha tanta intensità il suo sguardo
che il suo splendore è superiore a tutti

la mia donna rende così felice
colui che, afflitto da un dolore, la guarda,
che subito lo fa ritornare felice
tanto il suo valore è superiore a tutte le altre

E le altre donne ne fanno il proprio simbolo,
Regina di ogni condotta esemplare,
perché di tutte quante essa è la luce

e i pittori abitualmente la contemplano
per ricavarne la copia di un volto così bello,
da mostrare agli altri.

Commento


Dal punto di vista metrico si tratta di un sonetto, elaborato secondo lo schema seguente: abab, abab, cdc, dcd
Diversi elementi ci rimandano a Guinizzelli e quindi ad una certa affinità con lo Stilnovo. Infatti l’immagine della luce è preponderante ed essa, per similitudine, ci rimanda alla donna, di cui il poeta vuole mettere in risalto lo splendore e la luminosità. La donna viene evocata con una certa astrattezza perché il poeta insiste esclusivamente sulla sua virtù e sul suo valore. Gli effetti dello sguardo femminile si diffondono fra tutti gli uomini e non sono diretti soltanto al poeta innamorato, anche se limitati ad aspetti psicologici. Tuttavia mancano le implicazioni morali e filosofiche tipiche dello Stilnovo; infatti non vi è alcun accenno alla donna angelicata che fa da intermediario fra Dio e l’uomo, che non è simile ad un angelo, ma è l’angelo stesso che accompagna il poeta verso la Grazia divina. La scelta del concetto (la donna che rende felice), la metafora “imperadrice d’ogni costumanza” e l’immagine dei pittori che prendono la donna per modello a causa della sua bellezza fisica e non interiore, ci riportano ai temi della letteratura cortese dei trovatori
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