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Analisi di testo:"Or come pote sì gran donna entrare"

Comprensione

Parafrasi. “Ora come può una così grande donna entrare nei miei occhi che sono così piccoli? E come può stare nel mio cuore che dentro esso la porto ovunque vado?
Il luogo da dove entra non appare mi dia grande meraviglia; ma voglio assomigliare lei come una fiamma e i miei occhi al vetro dove si trova”.
In questa poesia, Giacomo da Lentini esprime il suo amore per una donna. Nella prima strofa si chiede come possono i suoi occhi piccoli ammirare una così bella donna che lui porta sempre nel cuore e che lo meraviglia. In seguito, paragona il suo stato d'animo ad un fuoco rinchiuso che passa fuori.

Analisi

Il componimento è un sonetto, forma inventata dallo stesso Giacomo da Lentini, ed è formato da due quartine e due terzine. Il verso utilizzato è l'endecasillabo e le rime sono alternate; lo schema rimico, infatti, è abab, abab, cdc, dcd.

Il “foco” del verso 9 rappresenta l'amore, la passione rinchiusa che poi si manifesta all'esterno. La figura retorica presente in questo verso è l'enjambement. L'intera poesia si basa su una similitudine: l'ammirazione e l'amore dell'autore sono un fuoco limitato da un vetro la cui luce traspare comunque al di fuori; è un sentimento così forte che non può restare chiuso in un luogo e si rivela in parte attraverso gli occhi dell'autore.

Interpretazione

Il componimento “Or come pote sì gran donna entrare” è un sonetto ed è stato scritto da Giacomo da Lentini, uno dei maggiori esponenti della Scuola Siciliana.
E' formato da due quartine e due terzine i cui versi sono endecasillabi; le rime presenti sono alternate.
Attraverso questa poesia, l'autore esprime l'amore che prova verso la donna che porta sempre nel cuore. Egli sente questa passione chiusa che si manifesta attraverso i suoi occhi, come una fiamma sotto ad un vetro fa trasparire la sua luce all'esterno. Questo forte sentimento e l'immagine della donna nel suo cuore, fanno venir voglia all'autore di rinnovarsi d'amore.
Il tema trattato, l'amore non dichiarato e l'ammirazione verso la donna, non è proprio solamente di questa poesia; lo sviluppa anche in altre poesie Giacomo da Lentini e, oltre a lui, altri esponenti della Scuola Siciliana, come Pier delle Vigne e Guido delle Colonne. Quest'ultimo, ad esempio, nella sua poesia “Ancora che l'aigua” paragona l'uomo all'acqua, l'amore al fuoco e la donna ad un vaso; se viene a mancare il vaso, il fuoco si spegne; se non c'è il fuoco, l'acqua evapora. Per mantenere un equilibrio, ci dev'essere sia l'amore sia la donna.

In molti componimenti della Scuola Siciliana e della poesia trobadorica, si parla di un amore irraggiungibile, spesso non dichiarato o adulterino.

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