ANALISI DEL TESTO

ALL'AIRE CLARO HO VISTO PLOGGIA D'ARE

Il poeta siciliano Iacopo da Lentini è uno dei principali esponenti della Scuola Siciliana, sviluppatasi a Palermo presso la corte di Federico II di Svevia. Rispetto ai poeti provenzali da cui si ispira non tratta temi politici o morali, ma si concentra sull'amor cortese. Iacopo da Lentini è considerato l'ideatore del sonetto ed è lo scrittore della poesia manifesto“Meravigliosa-mente”.
Il sonetto di Iacopo da Lentini, “All'aire claro ho visto ploggia d'are” (Ho visto scendere dal cielo acqua chiara), è stato recentemente reinterpretato da Sergio Carmesini.

COMPRENSIONE DEL TESTO

L'opera di Iacopo da Lentini si compone di quattro sequenze. La prima sequenza, comprendente la prima quartina, con il titolo "Insolite percezioni", espone le assurde visioni del poeta. Iacopo da Lentini dichiara di aver visto scendere dal cielo acqua chiara che all'oscurità dona nuovamente lucentezza, e di aver visto il fuoco diventare ghiaccio e la neve fredda sprigionare calore. La seconda sequenza, comprendente la seconda quartina, con il titolo "Effetti dell'amor cortese", mostra le reazioni dell'amore, capace di cose dolci o amare. Iacopo da Lentini afferma di aver visto cose dolci divenute amare ma rigenerate dolci grazie all'amore cortese, e di aver visto due nemici fare la pace ma anche due amici disputare. La terza sequenza, comprendente la prima terzina, con il titolo “Incredibili capacità dell'amore”, esprime le grandi facoltà dell'amore, capace di molte cose; infatti il poeta annuncia di aver visto fare ancora di meglio dall'amore, il quale ferendo la sua ferita lo ha guarito. Perciò con il fuoco, l'amore, ha spento il fuoco che ardeva il poeta. L'ultima sequenza, comprendente la seconda terzina, con il titolo “Gli affanni dell'amore”, spiega che colui che raggiunge l'amore, è esposto alle inquietudini di quest'ultimo. Il poeta afferma che la vita donatagli dall'amore è causa del suo morire; infatti il fuoco che lo estinse ora lo accende. Perciò chi trova l'amore non ha quiete.

ANALISI DEL TESTO

Il sonetto di Iacopo da Lentini, riscritto da Sergio Carmesini, presenta uno stile enfatico e ridondante di figure retoriche. L'opera si compone di due anastrofi (inversione di due parole rispetto all'ordine consueto): la prima (rigo 3) “ghiaccio diventare”, la seconda (rigo 15) “chi Amor sì coglie”. Nel sonetto si presenta una paronomasia (accostamento di due parole che presentano suoni simili ma significato diverso): (rigo 10) “ferendomi ferendo”. Nell'interpretazione di Sergio Carmesini sono presenti due antitesi (accostamento di immagini o espressioni di senso opposto): la prima (righe 3-4) “ho visto il fuoco ghiaccio diventare - e neve fredda cagionar calore”, la seconda (righe 7-8) “ho visto due nemici far la pace – e nascere dissidio tra due amici”. Nel sonetto è presente anche un ossimoro (accostamento di due parole del tutto opposte): (rigo 5) “ho visto dolci cose molto amare”.

CONTESTUALIZZAZIONE DEL TESTO

Il Sonetto è un'opera di Iacopo da Lentini, esponente della scuola siciliana. L'opera affronta un contenuto amoroso; ma l'amore decantato dal poeta siciliano è un sentimento oggettivo, quindi non rappresenta un'emozione autentica ma idealizzata. Inoltre le opere di Iacopo da Lentini affrontano temi simili alla poesia provenzale: i poeti siciliani riprendono dalla lirica provenzale il galateo cavalleresco e gli effetti dell'amore.

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