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Cino da Pistoia - Tutto mi salva il dolce salutare


Tutto mi salva il dolce salutare
che vèn da quella ch'è somma salute,
in cui le grazie son tutte compiute:
con lei va Amor che con lei nato pare.

E fa rinovellar la terra e l'ãre,
e rallegrar lo ciel la sua vertute;
giammai non fuor tai novità vedute
quali ci face Dio per lei mostrare.

Quando va fuor adorna, par che 'l mondo
sia tutto pien di spiriti d'amore,
sì ch'ogni gentil cor deven giocondo.

E lo villan domanda: «Ove m'ascondo?»;
per tema di morir vòl fuggir fòre;
ch'abbassi li occhi l'omo allor, rispondo.

Da Canzoniere (XXV)

Parafrasi


Crea in me un sentimenti di beatitudine il dolce saluto,
che proviene da colei che è la salvezza più grande,
nella quale tutte le qualità sono compiutamente realizzate:
essa è accompagnata da Amore che sembra nato con lei.

E rinnova la terra e l’aria
e la sua virtù rende felice il cielo:
mai furono viste simili creazioni miracolose
pari a quelle che Dio ci mostra attraverso di lei.

Quando esce adornata [dalle sue virtù], sembra che il mondo
sia tutto pieno di spiriti amorosi,
a tal punto che ogni cuore nobile si rallegra.

E il cuore villano chiede: “Dove mi nascondo?”;
per paure di morire voglio fuggire;
ed io rispondo che si abbassino gli occhi [dalla vergogna di non essere nobile d’animo]

Commento


Il sonetto, elaborato secondo lo schema metrico abba, abba, cdc, dcd, imita Cavalcanti e Dante che costituiscono la principale fonte di ispirazione di Cino da Pistoia.
I luoghi comuni che si rifanno alla poesia dello Stilnovo sono numerosi:
• il valore salvifico del saluto (cfr. Dante)
• la donna amata fonte di salvezza
• le virtù morali completamente realizzate nella donna
• la presenza della donna collegata con gli eventi miracolosi e quindi di origine divina la donna rende felici i cuori nobile, in senso stilnovista
Particolarmente significativa è l’opposizione gentil cor/ (cor) villano
Il cuore gentile, evoluzione del cuore cortese caro alla lirica provenzale, è il cuore nobile e trova come radice il concetto di amore nello Stilnovo.
Con il Dolce Stilnovo, si ha una conciliazione fra l'amore terreno, fisico e sensuale con la morale cristiana perché l'amore corrisponde alla virtù e quindi diventa un mezzo per avvicinarsi a Dio. La donna fa allora da tramite, da intermediario fra l'uomo e Dio. Essa innalza, rende nobile, rende gentile non solo il poeta-amante ma anche tutti coloro che l'avvicinano, come indicato nell’ultimo verso della 1.a terzina.
Tuttavia non tutti gli uomini sono adatti a questo tipo di amore: sono adatti solo coloro che possiedono un cuore nobile, gli altri sono solo dei villani. Questa affermazione cambia il concetto di nobiltà e di aristocrazia: non si è nobili per sangue cioè per discendenza. L'uomo non è nobile perché i suoi antenati erano nobili, è nobile se è predisposto alla virtù e alla perfezione.
Questo nuovo concetto di nobiltà corrisponde ad una nuova classe sociale sempre più diffusa, la borghesia dei nascenti Comuni che si oppone all’aristocrazia feudale, nobile per stirpe.
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