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Cecco Angiolieri_Tutto quest’anno che mi son frustato


Testo


Tutto quest’anno ch’è, mi son frustato
de tutti i vizi che solia avere
non m’è rimaso se non queldi bere
del qaul me n’abbi Iddio per escusato
Ché la mattina, quando son levato,
el corpo pien di sal mi par avere;
adunque, di’: chi si poria tenere
di non bagnarsi la lingua e ‘l palato?
E non vorría se non greco e vernaccia,
ché mi fa maggior noia il vin latino,
che la mia donna, quand’ella mi caccia.

Deh ben abbi chi prima pose ‘l vino,
che tutto ‘l dí mi fa star in bonaccia:
i’ non ne fo però un mal latino.

Parafrasi


Per tutto l’anno in corso durante il quale mi sono privato
di tutti i miei soliti vizi,
me ne rimasto soltanto quello del bere
di cui prego Dio di scusarmi.
La mattina, dopo essermi alzato,
mi sembra di avere il corpo pieno di sale,
quindi di’ un po’: chi potrebbe astenersi
dal bagnarsi la lingua ed il palato?
E vorrei bere soltanto del vino greco o della vernaccia (due vini robusti e pregiati) perché il vino latino (un vino più leggero) mi dà più noia
di quando la mia donna mi scaccia.
Che sia lodato colui che inventò il vino,
perché mi rende tranquillo in buona e sana condizione tutto il giorno:
per questo motivo, del vino io non me parlo assolutamente male.

Commento


Si tratta di un sonetto realistico, assai colorito. All’inizio, l’aggettivo”frustato” con significato di “privato” ci dimostra che il poeta si è sottoposto a tante privazioni con rammarico. Quindi chiede a Dio di perdonarlo se ha conservato il vizio del bere, ma già da questo verso appare il tono burlesco della composizione poetica: non esprime una redenzione dagli altri vizi, ma una strana esaltazione del vino,. Nel secondo verso della seconda quartina, il poeta si rivolge ad un immaginario ascoltatore “di’”. Queste allocazioni sonio frequenti nella poesia di Ceccio Angiolieri per due motivi. Innanzitutto, noi lettori moderni, ce la dobbiamo immaginare come fosse letta fra i suoi amici; inoltre l’allocuzione nasce spontanea dal tono popolare e realistico dei suoi scritti. L’ultimo verso non è interpretato nello stesso modo da tutti i critici. Un altro significato potrebbe essere che grazie al vino, lo scrittore non fa più spropositi, in cui il termine “mal latino” significa “sproposito, errore”.
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