Ominide 28 punti

La Chanson de geste


La Chanson de geste fu la più antica manifestazione letteraria francese della civiltà cavalleresca (risale all’ XI secolo).
Si tratta di poemi epici scritti per la maggior parte in lingua d’ oil, che narrano le imprese (gesta) di vittoriosi cavalieri.
Questi, quasi un centinaio e quasi tutti anonimi, sono organizzati in tre cicli:
- il ciclo carolingio: di cui fa parte la Chanson de Ronald;
- il ciclo narbonese: il cui eroe centrale è Guillaume d’Orange;
- il ciclo dei vassalli ribelli: in cui l’unità è assicurata non da un eroe centrale, ma da un tema centrale e cioè le lotte dei baroni tra di loro e con il Re.
Gli stessi autori ignoti le definirono chansons: venivano recitate con l’accompagnamento di strumenti musicali (ad esempio la viola, detta viella) dai giullari nelle piazze e nei mercati dei borghi e delle città.
Il tipo di comunicazione in volgare predominante in Europa Occidentale era orale: il testo per il pubblico analfabeta era soprattutto un oggetto uditivo.
Sull’origine di questo genere letterario sono state avanzate diverse ipotesi:
-Ipotesi tradizionalista: la Chanson de geste è il frutto della fantasia popolare; si tratta cioè di rimaneggiamenti di remoti canti popolari tramandati oralmente e fissati solo in epoca più tarda in testi scritti.
- Ipotesi individualista: la Chanson de geste è il prodotto di un’arte colta, di poeti al servizio della classe guerriera dominante, di cui viene celebrata l’epopea (cioè le antiche gesta gloriose).

La Chanson de Roland


La Chanson de Roland è il più celebre canto epico medievale a noi pervenuto.
Gli episodi narrati si rifanno a una precisa realtà storica: l’intervento di Carlo Magno, Re dei Franchi, in Spagna contro alcuni principi musulmani e l’annientamento della sua retroguardia, comandata da Rolando, a Roncisvalle (778).
Tra gli eventi narrati e il testo, risale uno spazio di circa trecento anni, quanto basta che un fatto storico, acquisti nel racconto una trasfigurazione leggendaria.
I valori celebrati nella Chanson sono quelli tipici dell’età feudale: gli eroi combattono per la fede, per il proprio re, forse per un timido sentimento patriottico e soprattutto per la gloria, che occupa la posizione più alta nella scala dei valori. Essa non ha niente a vedere con la vittoria e il conseguente bottino; è un sentimento del tutto smaterializzato. Ogni cavaliere la può conquistare, purchè sia disposto a compiere il sommo tra i sacrifici: dare la vita per la fede e il proprio signore.
In questa logica si spiega il ritardo con cui Orlando si decide a suonare il suo corno (Olifante). La dimensione sovrumana che tale ritardo fa acquisire al paladino non è motivata da superbia o orgoglio; egli vuole la morte poiché solo a tale prezzo potrà conseguire la gloria nella salvezza eterna.
In un sistema etico in cui la guerra domina incontrastata, non c’è posto per l’amore e la donna.
Hai bisogno di aiuto in Autori e opere?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
×
Registrati via email