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Matteo Maria Boiardo, originario di Scandiano, in provincia di Reggio Emilia , opera alla corte estense di Ferrara, dove già da tempo stava rifiorendo il poeta epico cavalleresco. I signori di Ferrara infatti amavano considerarsi i discendenti di due leggendari personaggi vissuti all’epoca di Carlo Magno: la cristiana Bradimante e il pagano Ruggiero, discendente del mitico Ercole.
Dalle nozze tra Ruggiero e Bradamante , successive alla conversione di Ruggiero al cristianesimo, avrebbe avuto origine la loro dinastia. Boiardo nel suo poema porta a compimento ill processo di fusione fra il ciclo carolingio, basato su temi guerreschi contro gli infedeli e che aveva per protagonista il paladino Orlando, e il ciclo Bretone, basato sui temi d’amore e d’avventure e che aveva come protagonista l’originalità del poema di Boiardo, sta nell’aver scelto come protagonista il paladino Orlando, fino a quel momento campione della lotta contro gli infedele e assolutamente refrattario all’amore. Come dice il titolo stesso Orlando si innamora della bella Angelica, volubile e capricciosa principessa del Cataio, della Cina. Ella, giunta nel campo cristiano getta scompiglio tra cavalieri e mujahini, combattenti saraceni, che abbandonano lo scontro per seguire la principessa impegnandosi in una serie quasi infinita di avventure. L’opera si struttura in tre libri, i prime di sono completi, formati ciascuno da 30 canti, il terzo invece si interrompe improvvisamente al 9° canto a causa della morte dell’autore.

Il poema si chiude bruscamente con la fuga di Angelica inseguita dai due massimi esponenti dell’esercito cristiano: Orlando e Rinaldo, nipoti di Carlo Magno, raffigurato, già a partire da Boiardo come “Vecchio e rimbambito”
Oltre al’orlando innamorato Boiardo scrisse anche un Canzoniere amoroso sul modello petrarchesco, formato da tre libri e intitolato “Amorum libri tres”- tre libri degli amori. Esso si compone principalmente di sonetti e canzoni, ma, contrariamente al modello petrarchesco, cui pure si ispira, da un’interpretazione più sensibile, fresca e carnale dell’amore. Il primo libro è dedicato alla donna del poeta, Antonia Caprara. Nel primo libro si narrano le gioie d’amore, nel 2° i tormenti e nel 3° il pentimento per questa passione.

In generale la visione della donna sia negli amores che nell’Orlando innamorato èè lontana dalla rappresentazione sublimata, angelicata ed eterea degli stilnovisti, di Dante e dello stesso Petrarca da cui egli tra ispirazione. Se volessimo individuare un precedente letterario dovremmo accostare queste figure femminili a certe eroine delle novelle di Boccaccio.

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