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Bernardo di Chiaravalle

Nel dibattito che si sviluppò su questi temi, la corrente più ortodossa è rappresentata da San Bernardo di Chiaravalle che proseguì in certo modo l’opera di San Pier Damiani. Nacque nel 1090 a Fontaines vicino a Digione da una nobile famiglia; a ventun’anni entrò nell’ordine cistercense nell’abbazia di Citeaux e dopo tre anni fu abate all’abbazia di Clairvaux, dove morì nel 1153. Nel 1115 ebbe l’incarico di fondare l’abbazia di Chiaravalle, nel nord Italia, di cui fu il primo abate. Nell’ambiente di Chiaravalle si fece sempre più forte la polemica contro l’ingresso della libera riflessione filosofica applicata all’interpretazione dei testi sacri. Grande-riformatore dell’ordine benedettino, Bernardo combattè contro tutti i fautori dell’indirizzo dialettico (come Abelardo o i maestri di Chartres), provocando la loro condanna da parte dell’autorità ecclesiastica. La seconda Crociata del 1147 fu opera della sua predicazione. Bernardo aveva una profonda cultura e una passione vera per i dibattiti, a partire però dalla convinzione che il possesso del reale non si attua solo attraverso la conoscenza logica ma anche e soprattutto attraverso un rapporto di dedizione verso la verità suprema cioè Dio.
Bernardo proponeva una vita aderente al messaggio evangelico delle origini, senza rifiutare la gerarchia ecclesiastica, anzi difendendola. Oltre a molte Lettere e Sermoni Bernardo fu autore di importanti scritti mistici: li dovere di amare Dio, La grazia e il libero arbitrio, Igradi dell’umiltà e dell’orgoglio (scritto verso il 1121). La teologia di Bernardo non cerca ragionamenti o speculazioni filosofiche, è orientata solo alla spiegazione della storia della salvezza, cioè delle tappe storiche nelle quali si è manifestato l’amore di Dio per l’uomo. Per Bernardo l’insegnamento degli apostoli non si era basato sulla lettura di Platone o su Aristotele. Per questo si oppone all’uso della dialettica, il cui impiego può essere accettato solo ai fini della predicazione e per difendersi dalle argomentazioni degli avversari della fede cristiana. Il suo timore era che potesse sorgere un’elaborazione del potere teologico che, legandosi troppo agli schemi speculativi della filosofia, giungesse a corrompere la verità cristiana originaria. Bernardo respingeva il valore autonomo della ragione dialettica, che vedeva come un elemento dell’orgoglio e della superbia umana. Secondo Bernardo, la vera filosofia consiste nel conoscere Gesù e la sua crocifissione.
Alle sottili argomentazioni della dialettica, Bernardo opponeva una vita dedita all’ascesi e alla contemplazione al fine di raggiungere il vero e unico bene, che è Dio.
L’elevazione mistica, secondo lui, si svolge in un processo che si scandisce in tre momenti progressivi:
• In primo luogo, possedere la virtù dell’umiltà permette di rendersi co-scienti della condizione di povertà spirituale in cui l’uomo è caduto in conseguenza del peccato originale e di comprendere la completa nullità del suo essere.
• Da questo grado si perviene poi alla virtù della carità generata dalla compassione che si nutre verso la propria e l’altrui miseria e dal desiderio di raggiungere la purezza dell’anima. Raggiunta questa consapevolezza il fedele ha ormai abbandonato ogni orgogliosa considerazione di se stesso ed è pronto per salire verso l’ultima perfezione, quella della contemplazione.
• Con la virtù della contemplazione l’uomo compie il salto dalla dimensione terrena a quella divina; l’anima, distaccatasi dai limiti della corporeità esce da se stessa (estasi) per identificarsi con Dio. Questa è una vera e propria deificazione in cui, dissolto ogni desiderio umano, l’anima si fonde in Dio come quando una goccia d’acqua che cade nel vino assume lo stesso colore e sapore e come quando un ferro, che diventa incandescente, è simile al fuoco.
Il fiorire delle dispute teologiche s’incrementò grazie alla diffusione del pensiero arabo (con Avicenna e Averroè) che fece conoscere le opere di Platone e di Aristotele e soprattutto grazie alla nascita delle università (Bologna, Parigi, Oxford, Salerno, Padova ecc.), dove alla cultura fino ad allora esclusivamente ecclesiastica si affiancarono i primi maestri laici.
Una forte esigenza di rinnovamento spirituale si trova anche in diversi ordini religiosi nati all’inizio del secolo XIII, tra cui i più importanti furono:
• l’ordine dei domenicani, fondato in Spagna da Domenico di Guzman (1170-1121) con l’intento di lottare contro il propagarsi dei movimenti eretici e favorire attraverso l’insegnamento e la predicazione la diffusione della verità cristiana. A questo scopo i frati domenicani si esercitavano nell'uso delle tecniche dialettiche di confutazione, e acquisivano le dottrine filosofiche che proprio in quegli anni si diffondevano nei principali centri di cultura europea. Domenico aveva aperto infatti i suoi conventi proprio nelle città dove c’era un’intensa vita culturale;
• l’ordine dei francescani, che prese il nome da Francesco d’Assisi (1182-1226). Francesco non voleva che i suoi seguaci si preoccupassero della propria formazione culturale, desiderava solo che vivessero secondo l’insegnamento del Vangelo una vita povera e semplice. La predicazione non era condotta facendo ricorso alla dialettica e mirava alla persuasione del cuore piuttosto che a convincere l’intelligenza. La dottrina, di Francesco si incentrava sull'ideale della fratellanza universale: tutti gli esseri sono fra loro fratelli e sorelle, perché nascono dalla bontà creatrice dell’unico Padre. Quest’idea veniva realizzata concretamente attraverso l’assistenza ai più deboli, ai malati, ai lebbrosi. In Francesco è presente una visione ottimistica del creato, da lui espresso nel celebre Cantico delle creature: la natura non è il prodotto di uno spirito maligno ma la manifestazione dell’onnipotente bon Signore, Bene Supremo, il cui riflesso è presente in tutti gli esseri creati, dal più piccolo al più grande. Il movimento nato con Francesco non si oppose all’autorità ecclesiastica che, nella persona di papa Innocenzo III, ne approvò gli ideali di vera vita evangelica. In seguito l’ordine francescano si inserirà anche all’interno delle istituzioni universitarie.
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