Introduzione
Risalenti al XIII e al XIV secolo, attraverso varie fonti, ci sono stati tramandati dei frammenti in versi, delle brevi poesie, dei ritornelli, dei contrasti pieni di brio, delle scenette molto realistiche che sia per l’argomento che per la forma rozza e poco curata, mostrano un’origine popolare. In questa produzione troviamo una notevole semplicità e superficialità dei sentimenti e il ricorso a termini elementari che ci spiegano la loro facile e rapida diffusione. A volte si tratta di piccole poesie, mordaci, triste o amare, legate a fatti storici oppure che cantano e prendono in giro l’amore e danno della vita una visione immediata e realistica. Raramente arrivano al rango di poesia, tuttavia hanno il pregio di completare il quadro che abbiamo un quadro completo della vita medioevale, mentre la poesia più complessa ne dipinge soltanto un aspetto, più aulico e raffinato.Il componimento, di cui viene proposta la parafrasi, insieme ad altri, è stato rinvenuto nei “Memoriali” dei notai bolognesi; originariamente trascritta il 2 luglio 1288, come riempitivo dello spazio in bianco di un documento legale conservato negli archivi della Curia del Podestà a Bologna.
Anonimo - “L’usignolo è fuggito”
Fuor de la bella gaibaFuge lo lusignuolo.
Plange lo fantino, poi che non trova
Lo so osilino ne la gaiba nova;
E dice cum dolo:
Chi gli avrì l'usolo?
E dice cum dolo:
Chi gli avrì l'usolo?
En un buschetto se mise ad andare;
Sentì l'ozletto sì dolce cantare.
Oi bel lusignuolo, torna nel mio brolo.
Parafrasi
L’usignolo fugge fuori dalla sua bella gabbia (= gàiba).Il bambino (= lo fantino) scoppia in lacrime perché non trova
il suo uccellino nella gabbia nuova
e dice con dolore: “ Chi avrà aperto lo sportello?”
e dice con dolore: “Chi gli aprì lo sportello?”
Decise di recarsi in un boschetto,
sentì l’uccellino cantare così dolcemente:
“O bell’usignolo, ritorna nel mio giardino (= bròilo);
o bell’usignolo, ritorna nel mio giardino”.
Interpretazione
Tecnicamente si tratta di una ballata “piccola”, chiamata così per ché la ripresa o ritornello è costituita da un solo verso di undici piedi. I versi sono dei settenari doppi e in ogni verso, fuorché nella ripresa, ogni settenario rima con corrispondente de verso successivo (nei versi 4, 5 e 8,9 i due settenari rimano fra di loro::fantino / osilino; boschetto / oseletto
In tal modo, la ripresa oltre che con il verso finale di ogni strofa, rima con i tre settenari che la precedono. La musicalità che ne deriva è spiegata con il fatto che, probabilmente, il componimento era destinato ad essere cantato e accompagnato da danze. Anche la ripetizione di alcuni versi può essere collegata ad esigenze musicali e ritmiche.
I termini sono molto semplici e realistici: gàiba, lusignolo, fantino, osilino (cfr. francese oiseau), dòlo, bròilo (da notare che il termine fu ripreso da Giosuè Carducci, che trascrisse “brolo”)
Alcuni critici hanno visto nell’usignolo che fugge dalla gabbia in cerca della libertà un’allusione di tipo sessuale, che potrebbe collocarsi in un clima pre-boccaccesco.