Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • La Confraternita dei Disciplinati, attiva dal 1260, si dedicò alla raccolta di laudi in volgare umbro, utilizzate per la preghiera e l'alfabetizzazione.
  • L'autore, un notaio colto, visse una profonda crisi mistica dopo la morte della moglie, portandolo a disprezzare i piaceri e la cultura.
  • La sua "santa pazzia" lo condusse a valorizzare solo l'amore per Dio e il prossimo, rifiutando ogni altro aspetto della vita.
  • Dopo dieci anni di crisi, si unì all'ordine francescano degli Spirituali, una fazione radicale che attirò l'attenzione della Chiesa.
  • La sua adesione agli Spirituali portò a una scomunica da parte di Bonifacio VIII, costringendolo a fuggire a Palestrina.

La Confraternita dei Disciplinati

Intorno al 1260 la confraternita dei Disciplinati (nome derivato da disciplina, strumento di automortificazione utilizzato dai confratelli durante le loro manifestazioni pubbliche) procedette a un'opera di raccolta ed organizzazione delle laudi (derivate dalle laudes latine alla vergine) che, perlopiù scritte in volgare umbro, vennero raccolte in laudari, di cui 200 ci sono pervenuti. Questo genere di poesia, che consisteva in testi di preghiera da leggere nelle predicazioni, ebbe esiti artistici modesti e le poesie prodotte vennero utilizzate spesso come mezzi di alfabetizzazione. Lo schema metrico delle ballate era la ballata, che si apprestava al canto e non era mai stato utilizzato prima per contenuti sacri.

Nello studio di questo autore incontriamo due difficoltà: la complicatezza della sua figura e la lontananza della sua mentalità dalla nostra.

La Crisi Mistica dell'Autore

Egli era un colto e abbiente notaio, ma abbandonò la sua vita e tutti i suoi averi dopo aver perso la giovane moglie in un incidente che vide il crollo del pavimento di una scala durante un convito e dopo che trovò sul corpo inerte della donne, legato in vita, il cilicio, uno strumento di masochismo e automortificazione. In profonda crisi mistica, scrisse d essere caduto in una "santa pazzia", che gli fece disprezzare tutti i piaceri della vita, il proprio corpo (infatti in una lauda chiese a Dio di farlo ammalare di tutte le malattie possibili) e la cultura stessa, che distoglieva il buon cristiano dalla sua "missione". Le uniche cose che ancora riteneva valide e apprezzabili erano l'amore per Dio e per il prossimo.

L'Unione con gli Spirituali

Dopo dieci anni di "santa pazzia" si unì all'ordine francescano aderendo alla più radicale fazione, quella degli Spirituali. I suoi scritti profondi, complicati e contraddittori non sfuggirono a Bonifacio VIII, che non mancò di scomunicarlo, costringendolo a fuggire a Palestrina, dove si trovava quando venne assediata.

Domande da interrogazione

  1. Qual è l'origine del nome "Confraternita dei Disciplinati"?
  2. Il nome deriva dalla "disciplina", uno strumento di automortificazione utilizzato dai confratelli durante le loro manifestazioni pubbliche, come descritto nel testo.

  3. Qual è il significato delle laudi raccolte dalla confraternita?
  4. Le laudi, scritte perlopiù in volgare umbro e raccolte in laudari, erano testi di preghiera utilizzati nelle predicazioni e spesso impiegati come mezzi di alfabetizzazione, sebbene avessero esiti artistici modesti.

  5. Come si manifestò la crisi mistica dell'autore?
  6. L'autore, un notaio colto e abbiente, abbandonò la sua vita dopo la morte della moglie, entrando in una "santa pazzia" che lo portò a disprezzare i piaceri della vita e a unirsi all'ordine francescano, come riportato nel testo.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community