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Cecco Angiolieri - Tre cose solamente m'enno in grado


Anche se Cecco Angiolieri viene considerato un poeta maledetto ante litteram (le poesie di questi poeti si diffondono soprattutto nel 1800, per questa idea materialista, distruttiva, anarchica), la sua poesia dimostra sempre comunque dei fini giochi letterari costruiti in antitesi al dolce stil novo. Questo elemento si identifica in questo sonetto, dove i motivi dei piaceri fisici e del denaro, che si riferiscono alla produzione goliardica, vengono messi notevolmente in evidenza. Il testo contiene numerosi riferimenti a espressioni proverbiali e colloquiali del tempo.

Tre cose(1) solamente m’ènno in grado,
le quali posso non ben men fornire(2):
ciò è la donna, la taverna e ’l dado;
queste mi fanno ’l cuor lieto sentire.


Mi sono gradite soltanto tre cose,
che non riesco a procurarmi nella misura in cui vorrei:
cioè la donna, la taverna e il gioco;
sono queste le cose che mi fanno sentire il cuore lieto.

1. Si tratta di una parodia del genere provenzale del “plaser”, l’elenco delle cose che piacciono. Qua però le cose che piacciono non sono l’amore fino, la letteratura, la spiritualità, ma la donna, la taverna e il gioco.
2. “posso … fornire”: non può procurarsene quanto ne vuole perché gli mancano i soldi

Ma sì me le conven usar di rado,
ché la mie borsa mi mett’al mentire;
e quando mi sovvien, tutto(3) mi sbrado,
ch’i’ perdo per moneta ’l mie disire.


Tuttavia me le posso permettere solo di rado, perché le mie finanze me lo impediscono
e quando ci ripenso, impreco
perché per mancanza di soldi non posso soddisfare i miei desideri

3. Quasi come se imprecasse con l’intero corpo, per il fatto di non avere abbastanza denaro

E dico: – Dato li sia d’una lancia! –
Ciò a mi’ padre, che mi tien sì magro,
che tornare’ senza logro4 di Francia.


E dico: “Sia trafitto da una lancia!”,
questo a mio padre, che mi tiene così a stecchetto,
che potrei tornare a piedi dalla Francia senza dimagrire ulteriormente

4. Logro: è un attrezzo di cuoio che veniva utilizzato per richiamare i falconi da caccia. I falchi da caccia, soprattutto con Federico II, che era un amante della caccia col falco, venivano tenuti bendati e a digiuno affinché la caccia fosse più proficua. Vuole dire: “io tornerei a casa anche senza nessun tipo di richiamo, perché sono così affamato che tornerei indietro anche senza essere chiamato”.

Trarl’un denai’ di man serìa più agro,
la man di pasqua che si dà la mancia,
che far pigliar la gru ad un bozzagro(5).


Perché sarebbe più difficile
togliergli un soldo la mattina del giorno di Pasqua, quando si dà la mancia,
che far catturare una gru da una poiana.

5. Bozzagro: poiana, un rapace inadatto alla caccia, che non sarebbe mai in grado di raggiungere una veloce gru.
Vediamo che il tono è ironico. Ci sono numerosi riferimenti concreti, a oggetti, alla Pasqua … Il lessico è realistico: donna, dado, sbrado…
Ci sono suoni aspri: Francia, mancia, agro, sbrado, bozzagro … che indicano la sua difficoltà nel seguire sempre i suoi piaceri, a cui deve rinunciare per mancanza di denaro.
Il ritmo è molto marcato, anche da una sintassi quasi nervosa, dalle frasi spezzettate, che sottolineano l’ansia del poeta di fronte a questa situazione.
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