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Tre cose solamente m’ènno in grado

Questo sonetto è una provocazione letteraria. L’autore afferma che solo tre cose gli piacciono: la donna intesa come simbolo del piacere carnale, la t intesa come il piacere della gola, e il gioco dei dai ovvero il piacere del gioco d’azzardo. E poiché il padre gli nega il denaro per realizzare questi suoi desideri, lui gli augura di essere trafitto da una lancia. Cecco nei termini “donna, taverna, e ‘l dado” inserisce una sineddoche che rappresenta un rapporto di quantità; invece la metonimia indica un rapporto di vicinanza, contiguità o qualitativo. Nella 2 quartina il Ma iniziale introduce un altro tema fondamentale della poesia comica di Cecco Angiolieri, ossia l’avarizia del padre. Nelle terzine Cecco inserisce molte iperboli appunto per mettere maggiormente in evidenza l’odio che lui prova per il padre, le quali sono potenziate da un lessico aspro e tipicamente dialettale. Da notare anche l’allitterazione del gruppo “gr” nelle parole: magro, logro, agro, bozzagro”.Nella canzone, considerata il manifesto della poesia stilnovistica, il poeta per la prima volta sostiene che solo in un cuore gentile, per animo e non per stirpe, può nascere l’Amore. Dato che l’inizio della seconda stanza viene ripetuto il termine “foco” diciamo che la prima e la seconda stanza sono unite tra di loro tramite un’anadiplosi. Queste stanze non sono alto che degli accorgimenti della lirica provenzale chiamate: coblà.

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