Concetti Chiave
- Il sonetto esprime un forte desiderio di distruzione attraverso un elenco di ipotetiche azioni che il poeta compirebbe se fosse elementi naturali o figure di potere.
- L'uso dell'anafora "S'i fosse" crea un climax che intensifica la tensione, culminando in un finale comico che evidenzia la misoginia e la fisicità della donna.
- Cecco Angiolieri parodizza lo Stilnovismo, contrapponendo un sentimento di ribellione a una concezione maschilista della donna, ridotta a mero oggetto di piacere.
- La modernità del sonetto si riflette nel desiderio di rompere gli schemi sociali, rendendolo attuale e rilevante anche per le nuove generazioni.
- Il ritmo del sonetto è marcato dall'anafora, che contribuisce a evidenziare la complessità della natura umana, sia profonda che istintiva.
Desideri di Distruzione
Se fossi il fuoco, brucerei il mondo;
se fossi il vento, lo colpirei tempestosamente;
se fossi l'acqua, io lo annegherei;
se fossi Dio, lo farei sprofondare;
Se fossi il Papa, allora sarei allegro,
perché metterei nei guai tutti i cristiani;
se fossi l'imperatore, sai che farei?
Taglierei la testa a tutti ovunque.
Se fossi la morte, andrei da mio padre,
se fossi la vita, fuggirei da lui:
farei in maniera simile nei confronti di mia madre.
Se fossi Cecco, come io sono e fui,
prenderei le donne giovani e belle:
e lascerei agli altri quelle vecchie e brutte.
Comicità e Misoginia
Il sonetto è scandito dal ripetersi della formula "S'i fosse". Questa anafora crea tra le due quartine e la prima terzina una sorta di climax, che accresce la tensione espressa dal desiderio di distruzione del poeta. L'ansia viene poi smorzata con un effetto di comicità nell'ultima terzina in cui Cecco Angiolieri esalta uno dei temi fondamentali della poesia comica, ovvero la donna, sia nell'esaltazione della sua fisicità (nel penultimo verso), sia nella misoginia, con cui, grazie a un chiasmo, si conclude il testo. Questa asimmetria tra le varie strofe è scandita dunque da un alternanza di ritmo veloce e lento, quindi coinvolgendo direttamente la metrica nel risentimento e nell' umorismo del sonetto.
Parodia e Ribellione
Questo sonetto, differentemente da quanto possa apparentemente annunciare, dimostra la sua intenzione parodistica (nei confronti dello Stilnovismo emergente) già dai primi versi. Effettivamente però è l'accostamento con la seconda parte del testo a renderlo evidente: Cecco Angiolieri infatti fa corrispondere a un forte sentimento di ribellione un concetto tipicamente maschilista che comunque finisce per esaltare unicamente la spavalderia, che l'uomo può mostrare solamente con la donna, concepita come un piacere fisico ma assolutamente non celebrata nella sua miracolosità come in campo stilnovista.
Modernità e Ritmo
Da questo celebre sonetto è stato tratto l'omonimo brano di Fabrizio De André. Con questo gesto il cantautore mira a esaltarne la modernità: il desiderio di rompere gli schemi e di prevalere nella società contemporanea è forse quello che più anima i giovani secondo il suo punto di vista. Un altro aspetto preso in considerazione nel musicare le parole del poeta è il forte senso del ritmo, contenuto nell'anafora. Ultima, ma non meno importante, caratteristica è la messa in evidenza della natura umana, che sa essere così profonda, ma al contempo istintiva.
Domande da interrogazione
- Qual è il tema centrale del sonetto di Cecco Angiolieri?
- In che modo il sonetto di Cecco Angiolieri si distingue per la sua parodia?
- Come viene interpretata la modernità del sonetto nella musica di Fabrizio De André?
Il tema centrale è il desiderio di distruzione, espresso attraverso una serie di immagini potenti e violente, che culminano in un contrasto comico con l'esaltazione della figura femminile, evidenziando la misoginia del poeta.
Il sonetto si distingue per la sua intenzione parodistica nei confronti dello Stilnovismo, accostando sentimenti di ribellione a un maschilismo che riduce la donna a un mero oggetto di piacere, contrariamente alla celebrazione stilnovista della sua bellezza.
Fabrizio De André interpreta la modernità del sonetto esaltando il desiderio di rompere gli schemi e prevalere nella società contemporanea, evidenziando anche il forte senso del ritmo e la complessità della natura umana presente nel testo di Angiolieri.