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Cecco Angiolieri - Li buon parenti, dica chi dir vole


Testo


Li buon parenti, dica chi dir vole
a chi ne po' aver, sono i fiorini:
quei son fratei carnali e ver cugini,
e padre e madre, figliuoli e figliuole.
Que’ son parenti, che nessun sen dòle,
bei vestimenti, cavalli e ronzini:
per cui t’inchinan franceschi e latini,
baroni, cavalier, dottor de scole.

Quei te fanno stare chiaro e pien d’ardire,
e venir fatti tutti i tuo’ talenti,
che si pon far nel mondo né seguire.
Però non dica l’uomo: - E’ ho parenti; -
che, s’e’ non ha denari, e’ po' ben dire:
- E’ nacqui come fungo a’ tuoni e venti!-

Parafrasi


I parenti utili, lasciate pure parlare chi è di diverso parere,
per chi ne può avere, sono i fiorini, gli unici che servono a qualcosa;
questi sono fratelli carnali (=molto stretti) e cugini veri,
padre, madre, figli e figlie.
Sono parenti di cui nessuno si lamenta mai,
[ti procurano] bei vestiti, cavalli e ronzini:
a causa dei quali si inchinano davanti a te francesi e italiani,
baroni, cavalieri, sapienti.
Ti fanno essere sano e forte e pieno di coraggio,
e ti permettono di far diventare realtà tutti i desideri
che nel mondo si possono realizzare.
Perciò l’uomo non dica: “ Ho dei parenti“
per poi ben dire se non ha denaro
“Sono nato come un povero fungo, esposto ai venti e ai tuoni!”!

Commento


Occorre premettere che il sonetto non è di sicura attribuzione a Cecco Angiolieri. Il concetto fondamentale è che nella vita il denaro è tutto. Esso è assimilato a dei veri parenti che intervengono in tuo aiuto ogni volta che abbiamo bisogno. Il primo verso “….dica chi dir vole” significa “lasciate pure che predichi la povertà chi è di parere diverso” è una chiara allusione all’ordine francescano che predicava la povertà e contro cui il poeta si pone in contrasto. Nel secondo verso si nota un accenno alla situazione che per l’0avarizia dei genitori, di cui si lamenta in alcuni sonetti.; infatti pur essendo nato da una famiglia nobile, Cecco era sempre a corto di denaro, sia per l’avidità di Becchina, l’amante, che per l’avarizia dei genitori. Alla sua morte, i suoi numerosi figli rinunciarono addirittura all’eredità perché i debiti erano troppi. Nell’elenco del verso 6, vengono compendiati tutti gli affetti ed i valori della vita. Inoltre il denaro può procurare ogni cosa immaginabile, come la salute ed il coraggio.
Il sonetto termina con un’immagine molto viva dal significati simbolico molto logico: colui che non dispone di denari è assimilato ad un fungo, sballottato dalle intemperie e senza nessuna forma di protezione.
Il sonetto è significativo perché ci mostra a quale punto possa arrivare il cinismo di Cecco Angiolieri.
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