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L’amore cortese è un amore segue un modello anticonformista per l’epoca, poiché è sempre vissuto al di fuori del matrimonio: c’è sempre una donna sposata di cui ‘immoralmente’ si innamora il cavaliere, che spesso muore prima di conquistarla.
Il cavaliere che ama la donna è colui che fa spesso parte dell’esercito di un signore o del re, era un signore che combatteva a cavallo inizialmente, mentre nel medioevo diventano cavalieri quasi tutti i figli dei nobili tranne il primogenito, che ereditava tutto dai genitori e diventava vassallo, mentre gli altri non avevano un terreno in eredità, perciò per vivere dovevano combattere. Quindi il cavaliere è nobile.
Il cavaliere di ventura è quello che non è legato a nessuno signore, parte all’avventura e compie le sue gesta sotto diversi signori.
Il termine “donna” deriva dalla poesia lirica cortese, dal latino domina=padrona, nelle famiglie romane era quella che aveva le ancelle a suo servizio perché nobile. Nell’amore cortese si vede proprio il suo ruolo di dominio, perché gestisce la relazione chiedendo al cavaliere di compiere delle imprese. La donna può anche rifiutare a lungo il cavaliere, ma egli continuerà a fare tutto ciò che ella le chiede.

Il marito, se scopriva i due amanti, li uccideva.
Nonostante la fedeltà tra i valori da seguire, nel romanzo cavalleresco manca tra la donna e il marito: essendo matrimoni combinati, soprattutto quelli tra nobili, non c’era quasi mai amori, perciò le infedeltà reciproche non erano considerate tradimenti; gli uomini tradivano molto, era una cosa molto comune tanto che non era posto come problema dalla letteratura, mentre la donna non poteva. Con il romanzo cavalleresco nasce questa possibilità per la donna di trovare il vero amore al di fuori del matrimonio. L’idea era che l’amore dovesse essere dimostrato dal cavaliere. Questa tipologia di amore dimostra un miglioramento della condizione femminile nobiliare, classe stretta, perché prima si parlava della donna come porta del diavolo, la tentatrice che portava l’uomo al peccato, era la rappresentazione del male sulla terra nella cultura popolare.
(Adamo ed Eva, Eva tenta al peccato Adamo dal punto di vista erotico, che cede al peccato)
Grazie all’amore cortese, la donna diventa colei che merita di essere amata, è sempre però l’oggetto dell’amore, mai la protagonista, il soggetto, le liriche sono sempre dall’amato.

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