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Concetti Chiave

  • La fiaba cattura l'attenzione dei bambini, divertendoli e trasmettendo messaggi significativi.
  • Le favole, con origini antichissime, si sono sviluppate attraverso autori storici come Esopo e La Fontaine, mantenendo un'importanza didattica.
  • Le principali differenze tra favola e fiaba includono protagonisti animali umanizzati nelle favole e personaggi umani nelle fiabe, con quest'ultime che tendono a concludersi con un lieto fine.
  • Le favole hanno lo scopo di trasmettere insegnamenti utili alla vita comune, spesso denunciando ingiustizie sociali in modo ironico.
  • I personaggi delle favole sono animali con caratteristiche umane, simbolizzando vizi e virtù dell'umanità, come il leone prepotente o la volpe astuta.

Indice

  1. Il ruolo della fiaba e della favola
  2. Origini e sviluppo della favola
  3. Differenze tra favola e fiaba
  4. Caratteristiche e scopi delle favole

Il ruolo della fiaba e della favola

Nel mondo della fantasia, e in particolare, nel settore dedicato ai fanciulli, la fiaba riveste un ruolo importante capace come è di catturare l’attenzione dei bambini, divertendoli ma lasciando filtrare messaggi e insegnamenti. Sicuramente anche tu ricorderai fiabe famose che i tuoi genitori ti hanno raccontato da piccolo: Cappuccetto Rosso, Pollicino, Cenerentola, Il gatto con gli Stivali …Tuttavia, dedicato ai giovani (e meno giovani), esiste un altro importante genere fantastico che, pur distinguendosi dalla fiaba, rappresentano sempre narrazioni piacevoli o comunque frutto dell’immaginazione, con un compito sociale importante che poi vedremo. Si tratta della FAVOLA.

Origini e sviluppo della favola

La favola è un genere letterario antichissimo: le sue origini risalgono a narrazioni assiro - babilonesi e sumere. Ebbe una straordinaria fortuna. Ad una primitiva trasmissione orale, si passa al grande iniziatore di favole occidentali che è Esopo (autore greco del VI sec. favola e fiabaA. C.), la cui eredità fu raccolta nel I sec. D. C. Dal latino Fedro. La fortuna della favola si ebbe soprattutto nel Medioevo, con influssi orientali, a scopo didattico; nel Rinascimento abbiamo le favole di Leonardo da Vinci; nel Seicento, grazie ad un Autore francese come La Fontane, fu ripreso il genere favolistico direttamente da Esopo e Fedro, adeguandolo ai tempi. Più recenti, come Autori italiani abbiamo i coloriti Belli e Trilussa (in dialetto romanesco); e, nel Novecento, Calvino.

Differenze tra favola e fiaba

Nonostante spesso si confonda con la Fiaba come se fossero termini sinonimi, in realtà presenta delle caratteristiche particolari, ben distinte. Vediamo schematicamente quali.

a) Protagonisti: animali umanizzati , parlanti (scarsa o nulla la presenza umana)

b) Rappresentazione allegorica della natura umana, con i suoi vizi (soprattutto) e le sue virtù

c) Visione conservatrice della società

d) Ogni favola, soprattutto quella antica, è percorsa da una vena pessimistica

e) Luoghi: corrispondono spesso alla realtà e fanno da cornice al racconto, non suscitano emozioni come nelle fiabe

f) Caratteristica principale: ha sempre una morale ben espressa o comunque comprensibile, all’inizio o alla fine del testo

g) Scopo principale: attraverso l’ironia, spesso il narratore denuncia ingiustizie sociali, ridicolizza i difetti degli uomini, ne critica i vizi.

a) Protagonisti: re, regine, principi e principesse, ma anche personaggi semplici e quotidiani, folletti, maghi, orchi, streghe, fate …

b) Rappresentazione della memoria collettiva di un gruppo sociale: credenze delle società primitive sul carattere magico-fantastico dei fenomeni naturali; riti di passaggio dalla fanciullezza alla giovinezza (riti di iniziazione): si pensi a Pollicino o Biancaneve nel bosco oscuro. Superare le prove significa diventare maturi.

c) Visione conservatrice della società

d) Ogni fiaba ha caratteristiche costanti (descritte dallo studioso russo Vladimir Propp)

e) Luoghi: castelli, boschi posti incantati, regni … Suscitano emozioni e sensazioni

f) Caratteristica principale: ha sempre un lieto fine. Vincono sempre i buoni (tranne rari casi) e ciò invita alla bontà, alla correttezza nei rapporti, a mantener fede alla parola data perché si viene sempre ricompensati. Visione ottimistica della vita

g) scopo principale: intrattenere, divertire, far sognare e dare anche insegnamenti di vita al piccolo ascoltatore.

Entrambi i generi hanno però il tempo indeterminato (c’era una volta nelle fiabe; d’inverno, a primavera … nelle favole).

Caratteristiche e scopi delle favole

Nelle favole il linguaggio è costituito da frasi semplici e immediate, dall’uso di aggettivi efficaci che sottolineano la qualità dei personaggi. Sono presenti molti dialoghi.

Scopo preciso delle favole è quello di trasmettere – in forma scherzosa e piacevole, ma alludendo al carattere dell’uomo – insegnamenti e ammonimenti utili alla vita comune, o a esprimere indirettamente i soprusi dei potenti sui più deboli, che hanno quasi sempre un riscatto morale, una rivendicazione dei loro diritti (in alcune favole, infatti, sotto forma di ironia, il potente soccombe). L’uso degli animali e l’ironia (o satira) con cui vengono narrate permettevano al narratore di denunciare tante ingiustizie e malvagità dei potenti senza temere (almeno così sperava) di essere ucciso per calunnia e diffamazione. In altre favole, soprattutto quelle antiche, spesso la società è conservatrice: ciò che esiste, rimane inalterato. I deboli e i fragili rimarranno sempre tali; e così i potenti.

Leone = prepotente, forte, maestoso

Lupo = mangia il mansueto agnello, allora è sleale, crudele, feroce

Corvo = stupido

Volpe = furba, evita quasi sempre i pericoli, nasconde gli insuccessi

Formica = previdente e laboriosa, a volte insensibile

Cicala = dedita a godersi la vita, amante del canto ma perditempo

Agnello = docile, buono, affettuoso

Esiste spesso una voce narrante esterna ai fatti. Non abbiamo né tempo né luoghi precisi. Il narratore non ci dice dove i fatti sono accaduti o quando, tutto ha così sapore universale.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo della fiaba nel mondo dei bambini?
  2. La fiaba cattura l'attenzione dei bambini, divertendoli e trasmettendo messaggi e insegnamenti importanti, come evidenziato nel testo.

  3. Quali sono le origini della favola e come si è sviluppata nel tempo?
  4. La favola ha origini antichissime, risalenti a narrazioni assiro-babilonesi e sumere, con un'importante evoluzione grazie a Esopo e successivi autori come Fedro e La Fontaine, come descritto nel testo.

  5. Quali sono le principali differenze tra favola e fiaba?
  6. Le favole presentano protagonisti animali umanizzati e una morale chiara, mentre le fiabe includono personaggi umani e un lieto fine, come spiegato nel testo.

  7. Qual è lo scopo principale delle favole?
  8. Lo scopo delle favole è trasmettere insegnamenti utili alla vita comune attraverso un linguaggio semplice e ironico, denunciando ingiustizie sociali, come indicato nel testo.

  9. Come viene rappresentata la società nelle favole?
  10. Nelle favole, la società è spesso rappresentata in modo conservatore, con i deboli che rimangono tali e i potenti che prevalgono, come sottolineato nel testo.

Domande e risposte

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