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La novella

Il termine novella deriva dall’aggettivo latino novus che significa notizia nuova, novità. La novella, o comunemente detta racconto, è una breve narrazione in prosa, più raramente in versi, contenente elementi reali e fantastici che spesso si fondono tra loro. “E' una storia inventata con un significato abbastanza interessante da mantenere l'attenzione del lettore e anche abbastanza profondo per esprimere qualcosa sulla natura umana” ha definito la novella lo scrittore americano Erskine Caldwell (1903-1987). Tuttavia il vero tratto distintivo del racconto è la brevità, ossia la capacità di esprimere un significato spesso “interessante e profondo” nella più rigorosa essenzialità. La novella è limitata alla narrazione di un solo episodio (o un numero assai limitato di episodi) che costituisce di per sé il nucleo di una storia. Come tale si differenzia dal romanzo perché esaurisce la vicenda senza gli sviluppi più complessi di un'opera di largo respiro. Generalmente, il modello di novella tradizionale ha un intento moralistico, ma nel tempo il racconto ha mantenuto costante solo la caratteristica della brevità e della concisione e ha potuto, evolvendosi, assumere delle tendenze narrative sempre più diverse.

DECAMERON

Il Decameron è una raccolta di cento novelle, racchiuse da una cornice narrativa e raccontate in 10 giorni da una brigata di 10: sette fanciulle e tre giovani di elevata condizione sociale che si sono ritirati in campagna per sfuggire alla peste. Qui trascorrono il tempo tra banchetti, canti, balli e giochi decidono di raccontare ogni giorno una novella ciascuno. Il re, quotidianamente eletto dalla brigata, fissa un tema ai narratori; tuttavia ad uno di essi, Dioneo è concesso non rispettare il tema generale ed è sempre l'ultimo a raccontare (addolcisce una giornata triste e drammatica): due giornate, la prima e la nona hanno un tema libero. Nell'introduzione ad ogni giornata viene descritta la gioiosa vita della brigata. Tra novella e novella vi sono i commenti degli uditori, e ogni giornata è chiusa da una conclusione accompagnata da una ballata.
I narratori non hanno caratteri e psicologie definite che li rendano autentici personaggi. I loro nomi richiamano personaggi delle opere precedenti di Boccaccio stesso o personaggi letterari.
Il Proemio funge da apertura al libro ed è di fondamentale importanza, in quanto ne delinea le principali finalità e i destinatari dell'opera: alleviare le pene delle donne che amano, in quanto possiedono in misura molto minore degli uomini la facoltà di trovare distrazione da queste, tramite diletto e utili suggerimenti e intrattenere piacevolmente un pubblico composto non da letterati di professione ma comunque raffinato ed elegante

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