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La nascita e la diffusione della lingua volgare

La separazione tra latino scritto e volgare si fa sempre più ampie. Volgare deriva dal latino vulgus e letteralmente significa "proprio del popolo”. Con questo termine si è soliti indicare le lingue che iniziarono a diffondersi in Europa durante il medioevo, queste derivano dal latino anche se presentano delle sostanziali differenze da questo. Carlo Magno esorta i sacerdoti medievali ad utilizzare la lingua volgare. Per vedere il volgare scritto, cioè per poter vedere le prime opere, dovremmo aspettare fino all' XI secolo. In realtà già nel VIII, IX, X secolo iniziamo ad avere i primi documenti scritti in lingua volgare. Il primo giuramento scritto in volgare è quello di Strasburgo, che è scritto in volgare francese e tedesco.
In Italia la prima testimonianza risale alla fine dell'ottavo secolo o agli inizi del nono secolo ed è un indovinello, meglio noto come l’indovinello veronese. Alcuni studiosi sono soliti pensare che i primi due versi siano scritti in un latino imbastardito. Placito Capuano: si tratta di una frase tramandata all'interno di una sentenza annessa dal giudice di Capua.

I più importanti “paladini” della “lingua italiana sono San Francesco d’Assisi, Cielo d’Alcamo, Giacomo da Lentini.
In seguito a questa data ci sarà un declino del latino, anche se questo verrà utilizzato da alcuni scienziati fino all’800 (basti pensare alla nomenclatura binomiale di Carlo Linneo).

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