Concetti Chiave
- Auerbach evidenzia la simmetria tra latino scritto e orale, con il latino che funge da superstrato per omogeneizzare le lingue preesistenti.
- La ruralizzazione lessicale porta a un’ibridazione linguistica, con la lingua popolare che prevale su quella dotta attorno all'anno 1000.
- Monteverdi sostiene che il termine "popolare" deve essere interpretato come "laico", evidenziando il ruolo premeditato dei chierici nella letteratura.
- Russo corregge l'idea che la tradizione latina ostacolasse l'italiano, vedendo invece la romanità come un elemento di ricchezza e una trasformazione positiva.
- La letteratura italiana ha origine da autori religiosi, poiché la Chiesa possedeva i mezzi per contrastare il predominio del latino, creando una situazione storicamente paradossale.
ERICH AUERBACH “INTRODUZIONE ALLA FILOLOGIA ROMANZA”
egli nota una simmetria diretta fra latino scritto e orale, che è lingua di superstrato perché va ad omogeneizzare le lingue di substrato, che preesistevano. 3 fattori sono visti come alla base dello sgretolarsi del modello culturale latino: crisi impero, cristianesimo, barbari.
Ruralizzazione lessicale e bilinguismo
Poi avviene una cosiddetta ruralizzazione lessicale, per cui la lingua letteraria latina tendeva ad autocondursi rimanendo come effigie e l’ibridismo dei Giuramenti di Strasburgo e Concilio di Tours, comportano un’assimilazione della lingua popolare che poi prevale sul termine dotto. Attorno al 1000 dal bilinguismo alla bilinguità consapevole con l’istituzzionalizzazione attraverso documenti che certificavano l’affermazione del volgare.
Da qui puo' nascere la letteratura propriamente detta popolare.
Popolare come sinonimo di laico
ANGELO MONTEVERDI “SAGGI NEOLATINI”: mentre i Romantico-positivisti vedevano l’origine della letteratura italiana come dal basso, lui dimostra che popolare è qui sinonimo di laico. Sono i chierici a fare un’operazione premeditata con lungimiranza.
Romanità come elemento di ricchezza
LUIGI RUSSO “DISEGNO STORICO, LETTERATURA ITALIANA”: corregge la definizione di quanti come Parodi, Roncaglia e Migliorini, ritenevano che l’italiano nel nascere fosse stato ostacolato dalla tradizione latina in cui sentiva la sua vera identità. Lui evita il determinismo (cioè rapporto fisso tra fase storica e prodotto) e vede la romanità come elemento di ricchezza assoluta. Latino come padre naturale, momento di trasformazione non di rivoluzione.
Non è quindi un caso che la letteratura italiana abbia origine da autori religiosi come S.Francesco o Jacopone da Todi, perchè la Chiesa era l'unica ad avere strumeni sufficienti per constrastare l'egemonia imperante del latino, con un'operazione quasi paradossale, ma storicamente avvenuta.
Domande da interrogazione
- Quali sono i fattori che hanno contribuito al declino del modello culturale latino?
- In che modo il bilinguismo ha influenzato l'affermazione del volgare?
- Come viene reinterpretata la romanità nella formazione della letteratura italiana secondo Luigi Russo?
I fattori identificati da Auerbach sono la crisi dell'impero, l'avvento del cristianesimo e l'invasione dei barbari, che hanno portato a una trasformazione delle lingue di substrato e alla ruralizzazione lessicale.
A partire dall'anno 1000, il bilinguismo si evolve in una bilinguità consapevole, con documenti che attestano l'affermazione del volgare, portando alla nascita di una letteratura popolare, intesa come laica.
Russo sostiene che la romanità non ostacola, ma arricchisce l'italiano, vedendo il latino come un padre naturale e un momento di trasformazione, piuttosto che di rivoluzione, contrariamente a quanto affermato da altri studiosi.