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Il rinascimento


Fu un periodo di grande splendore per l'Italia, con una straordinaria fioritura delle arti e delle lettere, coincidente con l'apogeo delle Signorie, tra la fine del Quattrocento e la del Cinquecento, che proseguì il rinnovamento culturale già cominciato con l'Umanesimo. ma L'Italia del Rinascimento pote annoverare un'incredibile varietà di artisti, scrittori e poeti di universale: da Brunelleschi a Michelangelo, da Raffaello a Tiziano, da Leonardo al Bramante, da Ariosto al Bembo, da Machiavelli al Guicciardini.
I centri propulsori della civiltà rinascimentale furono le corti dei principi mecenati: dai Gonzaga di Mantova agli Estensi di Ferrara, dai Visconti e dagli Sforza di Milano ai Medici di Firenze, dai reggitori della Repubblica di Venezia ai pontefici di Roma.
Principi e signori facevano a gara nell'ospitare e proteggere artisti, poeti, scrittori. La corte diventò così il luogo privilegiato della produzione e della fruizione artistica e letteraria.
Il classicismo, la visione laica della realtà, l'autonomia dell'uomo, l'individualismo e l'orientamento naturalistico-realistico: questi furono i caratteri essenziali d civiltà rinascimentale, che nel nostro Paese raggiunse il suo culmine nei primi decenni del Cinquecento, per poi rapidamente declinare nella seconda metà del secolo, quando l'Italia cadde sotto il dominio politico della Spagna e culturale della Chiesa controriformata. Ma dall'Italia il Rinascimento si diffuse in Francia ("Renaissance") in Spagna, in Olanda, in Inghilterra, prolungandosi fin nel Seicento.
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