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Il mecenatismo


Durante il suo regno, Ottaviano Augusto si avvalse dei letterati del tempo per rielaborare il mito delle origini di Roma e ristabilire i valori tradizionali di Roma. I principali autori che supportarono l’iniziativa di Ottaviano facevano parte del circolo letterario di Mecenate. Questi formò un circolo di intellettuali e poeti che protesse, incoraggiò e sostenne nella loro produzione artistica. Da Mecenate prende il nome il fenomeno del mecenatismo. Il mecenatismo è la tendenza a favorire le arti e la letteratura, dando protezione in forma di sostegno economico e materiale da parte di sovrani, signori, aristocratici e possidenti.

Il mecenatismo nel Rinascimento italiano


Per quanto riguarda il mecenatismo di questo periodo vi è quello dei Medici a Firenze, mecenati di vari artisti come Botticelli, Pico della Mirandola, Angelo Poliziano e altri. Botticelli presso la corte de Medici dipinse il gonfalone per la giostra tenutasi in piazza Santa Croce raffigurante Simonetta Vespucci, musa dalla bellezza epica, Venere, per tutta la carriera dell'artista. Anche nel quadro l’Adorazione dei Magi”, per omaggiare la famiglia mecenate, dipinse Cosimo, Giuliano, Lorenzo e altri membri della famiglia de’ Medici.

Il mecenatismo oggi


Oggi il termine è riferito anche all'attività di appoggio finanziario che alcune imprese private, talora con intento pubblicitario, svolgono a favore di iniziative artistiche o culturali di alto livello, un mecenate tradizionale dell’epoca contemporanea è Marguerite Guggenheim. Peggy Guggenheim raccolse opere d'arte moderna in Europa e in America e la espose in un museo sul Canal Grande, a Venezia, che porta il suo nome. Grazie al mecenatismo in Italia si uscì da quella fase buia, che è il Medioevo. Le scoperte scientifiche e le bellezze artistiche del periodo sono tutte legate al mecenatismo. Nell’arte sono molti i ritratti dei mecenati degli artisti, ad esempio i quadri di Federico da Montefeltro e Battista Sforza, signori di Urbino, realizzati da Piero della Francesca. Questi quadri avevano una mira propagandistica. Un aspetto del mecenatismo è quello propagandistico, infatti i mecenati ricevevano, per mezzo dei loro artisti, notorietà, come nel caso di Federico da Montefeltro. La politica si serviva, grazie al mecenatismo, per rendersi più forte. Storicamente il mecenatismo italiano è stato diverso da quello di altri paesi europei. Mentre in Italia riguardò principalmente l’arte in Inghilterra era diretto verso costruttori di macchine, di orologi e macchine scientifiche. John Dee, ad esempio, presso la corte di Edoardo VI prima e poi di Elisabetta I ricevette protezione economica e materiale in quanto matematico, astrologo e astronomo. Prestò servizi come consulente nella navigazione, con il compito di costruire strumenti e carte geografiche. In Francia il mecenatismo ha inizio con Francesco I, presso la sua corte lavorò Leonardo Da Vinci. Qui Leonardo proseguì i suoi studi, progettò e costruì macchine. Anche Giordano Bruno fu per un periodo legato al suo mecenate, re Enrico III. Presso la sua corte operò come consigliere del re, ma il loro rapporto durò poco, terminò con a causa dei conflitti di Giordano con la Chiesa di Roma.

A cura di Daniele.

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