Ominide 1149 punti

La letteratura Medicea

Verso la fine del Quattrocento, Firenze, sotto la signoria dei Medici, divenne l’Atene moderna, la città della pace e dell’arte e vengono esaltate l’armonia, la gioia di vivere e la bellezza. I temi Mecenatismo Nel 1434, assume il governo di Firenze, Cosimo il Vecchio, facente parte della famiglia dei Medici, dando un impulso a tutte le arti, inaugurando una collaborazione tra intellettuali e potere. In particolare, Lorenzo il Magnifico gestisce Firenze in modo tollerante e liberale, circondandosi di uomini di alta cultura. Egli infatti, tramite il mecenatismo riesce a favorire l’espressione più alta delle arti, senza però eliminare le tradizioni popolaresche. È qui che la corte diviene un luogo di festa, di ritrovo e d’intrattenimento, per un pubblico di aristocratici, senza però trascurare le manifestazioni nelle strade e nelle piazze, svolte per i sudditi e per il popolo. In questo ambiente, dal punto di vista letterario, si sviluppano sia una poesia elegante e raffinata, e sia forme giocose e comiche, come aveva fatto prima Cecco Angiolieri. In questo periodo si ha anche una rinascita del volgare, si recupera dunque la tradizione stilnovistica, esaltante la bellezza e la figura femminile, oggetto di attrazione sessuale e spirituale. Questi argomenti, vengono affrontati sia dallo stesso Lorenzo, sia da Angelo Poliziano. Entrambi affrontano i temi della bellezza, e del godimento dei doni della vita, ma con una leggera malinconia verso lo scorrere del tempo, e l’incertezza e imprevedibilità del futuro. Per rappresentare ciò gli autori fanno ricorso a opere classiche, ricercando un’espressività immediata e schietta, a volte anche comica. Ma questa varietà, verrà contaminata e sostituita nel Rinascimento, dalla volontà di decodificare il volgare, dando via a schemi fissi e prestabiliti.
Hai bisogno di aiuto in Contesto Storico Letterario?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
Registrati via email