Per classicismo s'intende:
-il trionfo del ciceronianesimo (la prosa che si rifà a Cicerone), i cui massimi esponenti furono Pietro Bembo e Paolo Giovio;
-la difesa del latino (de linguae latinae retinendo=un'opera per conservare il latino) seguita da Romolo Amaseo;
-la storiografia che annovera 3 poeti: Paolo Giovio che scrive l'Historia sui tempiris, Pietro Bembo che scrive l'Historia veneta e Girolamo fra Castoro che scrive il De poetica e sifilis (racconta la storia dei lanzichenecchi che portano la peste a Roma);
-l'uso della poesia in latino di Sannazzaro con l'opera "De parto virginis";
-razionalismo, ossia la letteratura osserva delle regole (la principale è l'imitazione);
-classicità di atteggiamenti, cioè l'introduzione degli stessi principi del mondo antico quali la perfezione formale, l'ordine, la visione antropocentrica, la compostezza, l'eleganza e il rifiuto del dogma da parte della letteratura che doveva essere l'espressione di una scoperta personale della verità.

Il volgare così si modella ai principi della letteratura latina. Oltre al classicismo vi è l'anticlassicismo guidato dai filoelleni che credevano che la letteratura greca fosse un'alternativa a quella latina. Ed è per questo che nasce l'Accademia Aldina di Aldo Manuzio a cui parteciparono anche Erasmo da Rotterdam e Pietro Bembo.

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