Torquato Tasso

Contesto storico: Età della controriforma:
La scoperta dell’America (1492) e lo scisma religioso segna profondamente l’Italia per due motivi:
La sede papale si trova all’interno dello stato;
Fino al 1500 l’Italia era rimasta al centro del commercio europeo invece con la scoperta delle Americhe il mediterraneo perde il suo ruolo di protagonista.
In più con la pace Cateau-Cambresis, l’Italia diventa di dominio spagnolo.
Concilio di Trento (1545): controriforma: due linee:
Rievangelizzazione;
Repressione: indici dei libri proibiti 1559, inquisizione.
Battaglia di Lepanto (1571): incontro tra europei e turchi: idea di Crociata.

Biografia

Tasso nasce l’11 marzo del 1544 a Sorrento. Il fatto che abbia i natali in questo contesto è del tutto casuale poiché nessuno dei genitori è campano: questo favorirà il costante sentimento di sradicamento.
La fanciullezza e l’adolescenza del poeta appaiono segnate dalla privazione dell'affetto del padre e di una dimora fissa.
Bernardo (il padre) infatti nel 1452 segue il principe di Sorrento in esilio, e Tasso trascorre questo periodo con la madre e con la sorella prima a Sorrento poi a Salerno e infine a Napoli.
Ritornato in patria, il padre ha finalmente la possibilità di trascorrere del tempo con Tasso. Si ricongiungono a Roma e poco dopo vengono a sapere della morte della madre.
Comincia per il poeta un periodo di continui cambiamenti di città, prima Bergamo poi Urbino e infine Venezia. (Stampa di Rinaldo: poema cavalleresco).
Tra il 1560-65 si dedica agli studi: a Padova e poi all’università di Bologna.
Nel 1565 Tasso entra al servizio del cardinale Luigi d’Este recandosi anche a Ferrara. Subito comincia a lavorare sulla sua opera maggiore, Goffredo, che lo impegnerà per circa un decennio.
Dopo un viaggio in Francia con il cardinale egli decide di spostarsi sotto il servizio di Alfonso e viene nominato storiografo di corte in seguito alla lettura al duca e alla sorella la sua opera. (Goffredo)
Inizia un momento di grande instabilità psichica per due motivi:
La continua insoddisfazione verso quella che poi verrà chiamata Gerusalemme liberata tanto che la sottopone anche all’esame dell’inquisizione. Tasso infatti cerca in tutti i modi di rendere la sua opera conforme alle nuove idee dalla Controriforma dopo il concilio di Trento del 1545. Dopo l’assoluzione del suo scritto egli ne rimane deluso;
I rapporti con la corte estense: Tasso tenta di passare al servizio dei medici. L'ossessione di Tasso per la religione spinge il duca a prendere la decisione di spedirlo nel convento di San Francesco. Una volta evaso da esso viene rinchiuso nell’ospedale di Sant’Anna. (Il duca era molto preoccupato per l’ossessione religiosa di Tasso anche perchè temeva che la madre, molto vicino alla riforma protestante, potesse essere messa sotto accusa dal tribunale dell’inquisizione.)
Durante la sua permanenza scrive la prima edizione della Gerusalemme liberata (1581), nel 1592 ne esce una seconda, Gerusalemme conquistata (a causa dei contrasti a carattere religioso che si trovano all’interno dell’opera si preferisce considerare l’edizione del 1581 come ufficiale). Muore nel 1595.

Gerusalemme liberata

La Gerusalemme liberata è l’opera maggiore di Tasso scritta in ottave. Il tema di questa opera e’ sicuramente la prima crociata bandita da Urbano II nel 1095 e avvenuta tra il 1096 e il 1099 e capitanata da Goffredo di Buglione.
L’epoca in cui vive Tasso ovviamente fu caratterizzata da molti fatti che riportarono un po’ al centro dell’attenzione di tasso questo tema. Ad esempio la battaglia di Lepanto del 1571 oppure quella del 1558 a Sorrento.
Una prima abbozza della Gerusalemme fu scritta nel 1559/61, ma abbandonata perche’ troppo ambiziosa. Nel frattempo venne composto Rinaldo, poema cavalleresco. Solo nel 1565-75 viene ripreso il testo e il titolo era quasi per certo Goffredo. Venne letta al duca Alfonso II e a sua sorella Lucrezia, entrambi vollero un’immediata pubblicazione. Il poeta pero’ poco convinto decise di sottoporla alla visione di otto studiosi e le critiche andarono a influenzarlo e a metterlo in crisi profondamente. Finito all’ospedale di Sant Anna alcuni editori la pubblicarono senza il consenso.
Nel 79 uscì a Genova una versione parziale, nell’81 si ebbero le prime due edizioni integrali, altre due furono stampate a cura di Bonnà e sono quelle che vengono considerate oggi dagli studiosi.

La struttura e la trama

La Gerusalemme liberata è composta di 20 canti da circa 100 ottave ciascuna. Si può’ rintracciare lo schema della tragedia classica scritta da Aristotele, risulta infatti divisa in 5 parti corrispondenti agli atti.
La narrazione inizia dal momento in cui i crociati si trovano in Libano ad aspettare la fine dell’inverno dopo essere partiti già da sei anni. Proprio in questo momento appare a Goffredo di Buglione l’arcangelo Gabriele che gli chiede di mettersi al comando dell’esercito il quale accetta la condizione.
L’esercito parte verso l’assedio della città e dopo l’alternarsi di diverse vicende nel canto IV avviene un concilio degli dei infernali che decidono di ostacolare i cristiani:
Armida: rapimento di Rinaldo
La selva incantata si Sarno che riesce ad essere superata solo grazie alla figura di Rinaldo.
L’opera si conclude con l’attacco finale inutilmente contrastati dall’eroismo dei guerrieri pagani.

Fonti

Tasso riprende:
Omero e l’iliade: valorizzazione del passato storico dal quale deriva l’identità nazionale, la rotazione della storia attorno a una città
Eneide e Virgilio: rappresentazione tragica del dramma erotico, importanza affibbiata al paesaggio di sfondo
Machiavelli e Guicciardini: storiografia umanistica e i grandi modelli classici.
Personaggi principali
Tra le fila dell’esercito cristiano continuamente contrastato dagli dèi infernali troviamo:
Goffredo di Buglione: rappresentazione del perfetto eroe della controriforma: uomo bilanciato e privo di slanci verso i piaceri della vita e alla tentazioni mondane
Rinaldo: personaggio più’ strettamente legato alla tradizione cavalleresca e cortese, caratterizzato da un atteggiamento positivo e passionale, molto giovanile.
Tancredi: costituisce l’antitesi di Rinaldo. Egli e’ molto malinconico e ha un'interiorità’ lacerata: amore impossibile verso la bella Clorinda.
Eroi pagani: sono descritti citando un eroismo piuttosto barbarico e primitivo anche se non mancano di una sinistra nobiltà’ e generosità:
Armida: figura che rappresenta la tragicità e l’aspetto negativo della passione erotica
Clorinda: figura che rappresenta il rifiuto della tipologia femminile tradizionale
Erminia: principessa pagana innamorata di Tancredi. Risponde. Una logica disperatamente passionale.
I temi della Gerusalemme liberata
Oltre ovviamente al tema della crociata troviamo:
L’interiorità dei personaggi, descritta in maniera minuziosa dal poeta
Il paesaggio naturale che circonda le vicende, spesso ostile e causa di complicazioni
L’eroismo che si configura come un immane lotta contro l’insensatezza
L’amore: sia nella sua accezione positiva come unione fra due persone ma anche nella sua accezione negativa come distrazione verso i propri doveri
La magia, esercitata da agenti diabolici con fini maligni
La guerra in antitesi con l’amore, conseguenza necessaria dell’erotismo
La lingua e lo stile
La Gerusalemme liberata si colloca all’incrocio di vari generi letterari. Questo perchè c’è una compresenza di diversi linguaggi in antitesi con il monolinguismo petrarchesco. In particolare sono presenti i registri dell'epica e della lirica.
Le ottave sono endecasillabe e spesso è utilizzato l’enjambement per aumentare la dimensione patetica.

Gerusalemme liberata

Proemio: (analisi testo)
Struttura
Ottava 1: protasi: enunciazione della materia,
Ottava 2-3: invocazione della musa
Ottava 4-5: motivo encomiastico: dedica ad Alfonso II D’este
Incipit decisamente epico: il primo verso e’ quasi la traduzione di quello dell’Eneide. “Canto le armi pietose e il capitano”
Le armi sono a difesa di Cristo e quindi sono considerate pietose (pietas: rimando a quella di Enea), con capitano Torquato si riferisce a Goffredo di Buglione.
Lo spazio della Gerusalemme liberata è costituito da uno spazio orizzontale (vicenda umana) ma da anche uno verticale (vicenda divina: forze celesti a favore dei cristiani e forze del male a favore dei musulmani)
Attraverso il verso 8 viene espresso il fatto che Goffredo non solo dovrà comandare un esercito ma anche riportare sulla retta via i suoi compagni erranti (eroi che prendono strade sbagliate: per eccellenza Rinaldo). Il “capitano” cioè Goffredo indica il principio di unità, cioè il personaggio a cui tutto ritorna. (In linea con la controriforma) Questa è una delle grandi differenze rispetto all’ Orlando furioso in cui Ariosto ci presenta un'enorme varietà di personaggi e punti di vista.
C’è in seguito l’invocazione alla musa (non come Ariosto che invoca la propria donna) che però non rimanda ai valori classici ma a quelli cristiani. Egli le chiede di rischiarare il suo canto e di perdonarlo.
Perdonarlo per l’inserimento di alcune vicende verosimili che non hanno a che fare con la vicenda storica e per gli aspetti formali particolarmente belli e funzionali per far passare un contenuto. (Per spiegare un fatto storico tramite la sua poesia).
Egli giustifica l’utilizzo della poesia attraverso una similitudine:
Come il medico da la medicina al bambino malato con il bordo del bicchiere ricoperto di miele per ingannarlo, allo stesso modo un contenuto difficile come quello della crociata attraverso la dolcezza della poesia ha la possibilità’ arrivare a molte menti e anime.
L’ultima parte invece è dedicata a motivo encomiastico e alla dedica alla famiglia d’Este e in particolare ad Alfonso. Tasso invita tale famiglia a prendere parte a un’altra crociata. Fa un chiaro riferimento alla battaglia di Lepanto del 1571 in cui hanno combattuto faccia a faccia l’Europa e i turchi ottomani.
Tasso fa anche una descrizione di Alfonso, uomo magnanimo che ha il compito di riportare il poeta sulla retta via. (Tasso si definisce come “peregrino errante”). Vede nella corte estense un porto di tranquillità; visione distorta dell’ambiente cortese: chiaro sintomo di instabilità mentale.

Superamento di Ariosto

Mentre Ariosto nell’incipit si appresta a presentare un racconto ricco di grande intreccio e diversi componenti, Tasso si limita a narrare i fatti di una singola vicenda abbelliti dalla poetica.
Il duello tra Tancredi e Clorinda (analisi testo)
Questo testo narra del duello fra Clorinda e Tancredi. Clorinda non appagata dalle battaglie precedenti decide di voler incendiare assieme ad Argante la torre cristiana. Riuscita nella sua impresa, mentre cerca di rientrare in città rimane chiusa fuori dalle mura: cerca di fingere di essere un soldato crociato ma viene individuata da Tancredi. Egli decide di sfidarla a duello, e dopo momenti estremamente estenuanti Clorinda viene uccisa verso l'alba. Proprio prima di morire chiede al suo nemico di battezzarla. Tancredi dopo essersi reso conto della vera identità del soldato, abbandonato dalle forze cade semimorto di fianco all’amata.
Il tema centrale di questo canto, oltre l triangolo amoroso Erminia-Tancredi-Clorinda è sicuramente la contrapposizione tra l’amore e la guerra, tanto che il combattimento prende anche un aspetto piuttosto erotico.
Interventi del narratore: ottava 58-59.
“La mente umana folle che ogni folata di fortuna eleva fino alle stelle”.
“Misero di che cosa godi? Quanto miseri saranno i tuoi trionfi, i tuoi occhi pagheranno per ogni goccia di quel sangue, un mare di lacrime”
Questo intervento ha di particolare il fatto che si rivolga direttamente a Tancredi, quindi a un personaggio della storia.
Due figure retoriche: chiasmo e iperbole (mare di pianto).
Questo per sottolineare che il sangue di Clorinda sarà un motivo di grande dispiacere.
A differenza di Ariosto, Tasso con i suoi interventi vuole aumentare il pathos della situazione. Infatti Tancredi che e’ follemente innamorato di Clorinda, non sa di star combattendo contro di lei.
Tasso vuole coinvolgere il pubblico, cercando di farlo mettere nei panni di Tancredi, in più ci sta anticipando i fatti: la morte della amata. Fa esattamente la azione opposta di Ariosto.
Queste emozioni non sono fine a se stesse. Attraverso le emozioni passano degli insegnamenti:
Antitesi
Notte e giorno: strofa 54. Il duello avviene di notte e al buio, invece di giorno muore Clorinda. Il giorno simboleggia con la vita ultraterrena, coincide con la morte della Clorinda pagana e la sua rinascita cristiana
Morte e vita: (morte=notte e giorno=vita ultraterrena).
Pagana e cristiana
Guerriera e donna: in tutta l’opera, anche quando Tancredi la vede per la prima volta, Clorinda sembra volersi disfare della sua dimensione femminile. Quando viene ferita si intravede sotto l’armatura un vestito trapunto d’oro, alla sua morte viene riscoperta anche la sua femminilità (completezza).

Uomo e donna

Amore e odio: rapporto fra i due personaggi. Clorinda si scioglie tre volte dall’abbraccio dell’uomo.
Guerra e pace: solo alla fine tutti gli elementi positivi si ricompongono. Sul finale Tancredi e’ caratterizzato dalla voglia di piangere (sopratutto dopo aver ascolatato le ultime parole della amata: queste frasi non sono quelle di un nemico, ella le chiede perdono e il battesimo). A Tancredi, mentre cerca di battezzare di Clorinda, trema la mano. Tolto l’elmo la vede e la riconosce, deve sforzarsi per non morire di dolore.

Ferro e acqua

Tutte queste antitesi vengono ricomposte nel finale: conversione di Clorinda, dimensione religiosa. Nella fede si ricompongono gli odi e le inimicizie.
Il gesto di Tancredi è qualcosa di fondamentale e pio.

Perchè è avvenuto questo duello?

Ottava 52: Tancredi individua Clorinda come colei che ha dato fuoco alla torre di legno e inizia a seguirla.

Caratteristiche duello

Il duello non avviene a cavallo ma a piedi.
Sono come due tori gelosi (connotazione erotica) e ardenti di ira che combattono l’uno contro l’altro. Non tentano di schivare o di ripararsi ma si attaccano a vicenda.
Il buio e la furia eliminano l’utilizzo dell’arte del duello e delle sue regole.
La vergogna e la vendetta rientrano nella sfera cavalleresca, e il chiasmo fra questi due termini indica che è un ciclo destinato a finire solo con la morte di un cavaliere.
Nell’ottava 56 i cavalieri vengono definiti infelloniti e crudi: non seguono più la morale cavalleresca.
Il duello è un corpo a corpo, antitesi tra nemico e amante.
Tancredi attacca Clorinda per poter confrontarsi e far valere la propria forza, non è in linea con la guerra santa. (Tancredi vuole solo far vedere quanto vale) valore laico, rinascimentale e umanistico. (l’individuo è al centro)
Questo duello già in partenza mette in discussione quelli che sono i valori centrali della Gerusalemme liberata secondo i quali non gareggia un singolo individuo ma un esercito che combatte per un ideale comune. Tancredi e’ uno dei cavalieri erranti, questo episodio è uno di quelli per cui Tasso chiede scusa, non ha nulla a che vedere con la guerra santa.
Quando un cavaliere non segue la retta via ne paga le conseguenza, in questo caso con un mare di lacrime.

Il giardino di Armida (analisi testo)

Nelle isole fortunate si trovano il palazzo e il giardino della maga Armida, presso la quale Rinaldo vive dimentico di se e dei suoi doveri, ammaliato dai piaceri del luogo e innamorato della maga.
Giungono con lo scopo di richiamarlo al suo valore i crociati Ubaldo e Carlo, assistiti dai consigli del mago di Ascalona. Essi riescono in effetti a scuotere il paladino mostrandogli riflesse in uno scudo le sue fattezze effeminate (adorno con delicato culto).
E’ questo uno dei luoghi della Liberata nei quali Tasso indugia nella rappresentazione del paradiso pagano dei piaceri carnali, mostrando una attrazione faticosamente contrastata.

Suddivisione del testo

1 sequenza: appaiono i personaggi di Ubaldo e Carlo che superato il labirinto sono giunti nel luogo dove dietro le fronde si nascondano Rinaldo e Armida;
2 sequenza: e’ descritto l’incontro tra i due amanti, le parole che si dicono, gli atteggiamenti che assumono, finche’ la maga non si allontana;
3 sequenza: i due crociati escono dal nascondiglio e si rivelano a Rinaldo. Gli mostrano la sua figura riflessa nello scudo di diamante.

Elementi chiave

Labirinto: esso separa il paradiso della sensualità e della passione da tutto il resto del mondo.
Specchio: simbolo di vanità e femminilità. Diverso è invece l’utilizzo dello scudo come metodo per riflettere una figura.
Rinaldo si guarda allo specchio:
Vede le sue fattezze effeminate.
Prova vergogna nello specchiarsi: abbassa lo sguardo. Si rende conto che indossa una spada ornata che funge più’ da accessorio che da arma.
Si risveglia come da un sonno profondo, Ubaldo lo invita a svegliarsi e a riprendere in mano la sua vita e i suoi doveri. (Similitudine del sonno: Dante).
Viene definito fatale guerriero: grazie a lui infatti la guerra verrà portata a compimento.
Rinaldo, quando la vergogna diventa sdegna, si strappa di dosso tutti gli inutili ornamenti e si affretta ad uscire dal giardino.
(Presa di coscienza e presa di consapevolezza).
In questo canto sono accostati due valori:
Valori cristiani controriformistici: incarnati da Ubaldo e Carlo
Edonismo rinascimentale (rivendicazione del piacere naturale all'interno di scelte colte e raffinate) nella prima parte del testo infatti c’è un chiaro richiamo a Poliziano.
Per scegliere i valori religiosi, Rinaldo deve superare l’edonismo.
C’è un attenzione e un’insistenza alla dimensione erotica, è come se Tasso stesso dovesse attraversare questa cultura a cui è stato formato. Nello scontro tra questi valori c’è un'insistenza su quelli umanistici e rinascimentali. In tutta l’opera nei personaggi è presente un bifrontismo.
Rinaldo dopo essere uscito dal giardino di Armida e aver fatto un percorso di purificazione lungo il monte oliveto è pronto per poter tornare all’interno dell’esercito cristiano.
Si appresta a dover superare l’incantesimo della selva di Salon. Mentre a tutti gli altri guerrieri appaiono visioni terrificanti, a Rinaldo si apre davanti un paesaggio molto simile a quello del giardino.
C’è una grande rappresentazione teatrale degli avvenimenti: il movimento delle ninfe, di Armida e anche di Rinaldo.

Età del barocco

(1610/1690) la seconda fase della controriforma:
Definiva un tipo di sillogismo: corretto dal punto di vista formale ma non logico.
Questo periodo storico è caratterizzato da:
Crisi economica: rifeudalizzazione, si investono i soldi nella terra;
Crisi spirituale: rivoluzione scientifica di Copernico;
Nel barocco si cerca di creare stupore con grandi effetti visivi nell’arte e innovativi nella poetica.
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