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La Gerusalemme liberata e l'Orlando furioso a confronto


Quando l’opera di Tasso venne pubblicata si aprì uno scontro tra chi sosteneva l’Orlando furioso di Ariosto e chi sosteneva la Gerusalemme Liberata. Queste due opere sono, infatti, confrontabili: entrambe appartengono al genere epico-cavalleresco, sono scritte in ottave, divise in canti e destinate a corte.
C’è chi pensa che l’Orlando furioso sia un’opera migliore perché è contenuta in essa un’esortazione a valori laici come la libertà, e c’è, invece, chi pensa la Gerusalemme liberata sia un’opera migliore perché questa spinge al bene e celebra la fede cristiana.
Per quanto riguarda la fantasia è vero che l’Orlando furioso rappresenta il trionfo della fantasia, ma anche la Gerusalemme liberata accoglie il meraviglioso, ma nei termini di un meraviglioso cristiano (poetica del verosimile; la fantasia cristiana è una fantasia in cui tutti devono poter credere): per questo Tasso accusa Ariosto di far trionfare una fantasia impossibile.
Le due opere, inoltre, presentano due diverse finalità: Ariosto scrive per dilettare la corte avvalendosi di favole, utilizzando una struttura caotica e labirintica per rispecchiare la realtà caotica in cui vive e utilizzando la tecnica dell’entrelacement per rendere la narrazione continuamente sospesa, mentre l’opera di Tasso, pur dilettando, ha anche una funzione didascalica, ovvero insegnare i valori della fede ed ha una struttura organica, rigorosa, improntata su un unico argomento, la crociata. La crociata era, infatti, un avvenimento reale, che quindi suscitava maggiore attenzione nel lettore poiché non era un episodio troppo lontano nel tempo ma neanche troppo vicino.
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