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Fasi della vita

1. Studio matto e disperatissimo (1809-1816)
In questi anni impara il greco, il latino e l’ebraico, autonomamente, confrontando le varie edizioni.
Compose due tragedie, saggi eruditi, prose in latino e italiano.
2. Primo momento creativo (1816-1822)
Gli anni di studio gli causarono problemi fisici, ma gli aprirono vasti orizzonti, e capì quanto fosse limitato il presente rispetto al mondo antico, diventando insofferente all’ambiente soffocante in cui era costretto a vivere. L’infelicità è l’insoddisfazione lo spinsero dall’erudizione (studio) al bello (poesia): compose i piccoli idilli e scrive canzoni patriottiche.
Leopardi era di stampo classicista, ed iniziò un rapporto con Pietro Giordani. Grazie a lui mostrò sempre più interesse verso la letteratura e si distaccò sempre più dalle posizioni politiche del padre.

Iniziò la stesura di riflessioni e appunti privati, raccolti poi nello Zibaldone.
La visita della cugina del padre, Gertrude Cassi, gli ispirò il Diario del primo amore.
Entrò con maggior convinzione nel dibattito sul romanticismo e scrisse i Canti.
Ebbe il passaggio dal bello (poesia) al vero (filosofia), aderendo così alla filosofia sensistica e materialistica e ad elaborare un pensiero pessimistico.
Mentre approfondiva il pensiero filosofico, compone gli Idilli e le Canzoni.
1822/1823: Ottiene il permesso di trasferirsi dagli zii a Roma. La città lo delude profondamente: l’ambiente letterario appare chiuso, mediocre, arretrato. Rientra a Recanati, con la consapevolezza di non poter sfuggire alla sua condizione. Il sui pessimismo arriva a capire il carattere negativo della stessa natura (pessimismo cosmico), come testimonia lo Zibaldone.
3. Secondo momento creativo (1824)
Si allontana dalla poesia e si avvicina alla filosofia.
Scrive infatti dialoghi satirici e filosofici, e le Operette morali.
Nel 1825 trova lavoro a Milano, dove si trasferisce. Va poi a Bologna, dove resta per circa un anno. Nell’inverno 1826 si trasferisce a Firenze.
4. Terzo momento creativo (1828-1830)
Nel 1828 torna a Recanati. Qui nacquero i Grandi idilli.
Nel 1830 lascia definitivamente Recanati per Firenze, dove stringe amicizia con Ranieri. Nutrì anche una passione non corrisposta per Fanny Tozzetti per la quale vive crisi, delusione e passione, dedicandole il Ciclo di Aspasia.
Nel 1833 si stabilisce a Napoli con l’amico Ranieri. Soggiorna poi ai piedi del Vesuvio, paesaggio di lave vulcaniche e fiori mediterranei, dove scrisse Il tramonto della Luna e La ginestra.
Muore a Napoli il 14 giugno 1837.

Stagioni letterarie

1. Stagione filologica-erudita (1809-1818)
Inizia a fissare un pensiero politico-letterario. Sembra tagliato fuori dalla vita.
2. Primo momento creativo (1818-1822)
Passa dall’erudizione al bello, e dal bello al vero. Legge molto: vuole conoscere, scrivere…trova nella poesia un’energia che gli da’ forza per conoscere il mondo. Scrive i Piccoli Idilli.
3. Secondo momento creativo (1824)
Concezione materialista. Scrive le Operette morali.
4. Terzo momento creativo (1824-1828)
Torna alla disillusione. Scrive i Grandi Idilli.
5. Disillusione
Va a Roma.

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