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Italo Calvino


Vita e opere


Italo Calvino nacque nel 1923 a Cuba, dove il padre lavorava. Nel 1925 la famiglia ritornò nell’originaria Sanremo.
Non si presentò alla chiamata di leva della Repubblica sociale italiana ma aderì al Partito comunista e si aggregò alla formazione partigiana Garibaldi, che operava sulle Alpi Marittime. Fu un’esperienza importante sul piano dell’impegno politico ma anche sul piano letterario.
Nel 1947 pubblicò Il sentiero dei nidi di ragno.

La poetica


L’attività di Italo Calvino si è svolta tra l’immediato dopoguerra e i primi anni Ottanta del Novecento.
Entrambe le componenti centrali della sua personalità –razionalità scientifica e tensione fantastica- trovano spazio nella sua produzione narrativa. L’attitudine razionale, la predizione per il secolo dell’Illuminismo e l’interesse per le discipline scientifiche interagiscono con il gusto per l’evasione nel fiabesco e nel fantascientifico. La mediazione avviene con un atteggiamento di distacco dalle situazione e dai personaggi descritti, con risultati del tutto originali nel panorama della tradizione italiana, per la garbata ironia e per l’originale intreccio tra allegoria e satira.
La razionalità si esprime anche nel modo di scrivere di Calvino, nella ricerca di una essenzialità che non preclude l’abbandono alle divagazioni della fantasia. Semplicità espressiva e continuità stilistica caratterizzano la sua opera, pur in una varietà di temi che vanno dalla rappresentazione della realtà fino alle sperimentazioni combinatorie.

La fase neorealista


La volontà di indagare le contraddizioni della società contemporanea e l’interpretazione del lavoro di scrittore in chiave sociali, mirano a trovare risposte razionali alla negatività del presenze e alla compresenza nell’individuo di Bene (giustizia, uguaglianza, amore) e Male (violenza, ingiustizia, odio).
La spinta ottimistica verso la vita e la fiducia nella capacità razionale dell’uomo di dominare il reale e di modificarlo, presenti nel primo libro di Calvino danno vita a una ricerca della condizione umana, a un interrogarsi sulla realtà sfuggente e labirintica.

L’esordio letterario di Calvino avviene nel segno del Neorealismo, con il romanzo breve Il sentiero dei nidi di ragno (1947), incentrato sull’esperienza della lotta partigiana. Ma, come si legge nella Prefazione, egli scelse di narrare la Resistenza attraverso “una storia che restasse in margine alla guerra partigiana, ai suoi eroismi e sacrifici, ma nello stesso tempo ne rendesse il colore, l’aspro sapore, il ritmo..”, attraverso lo sguardo di un ragazzetto (Pin), portato a trasfigurare gli eventi in chiave fiabesca.

Razionalità e invenzione fantastica: il neorealismo


La resistenza vista da un ragazzino


L’attività letteraria di Calvino, sviluppatosi nell’arco di un quarantennio, inizia con il romanzo Il sentiero dei nidi di ragno (1947), ambientato in Liguria al tempo della Resistenza.
Il punto di vista scelto da Calvino per rappresentare quei drammatici avvenimenti è lo sguardo meravigliato di Pin, un ragazzino ingenuo e privo di malizia, e questo rende il romanzo anomalo nel contesto della letteratura neorealista. Vista attraverso i suoi occhi, la realtà della guerra assume contorni fiabeschi, anche se il contatto con i partigiani e le azioni a cui partecipa lo fanno maturare lentamente.
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