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Concetti Chiave

  • La poesia "Natale" di Ungaretti riflette la stanchezza e il desiderio di isolamento del poeta, segnato dagli orrori della guerra.
  • Scritta durante un permesso dal fronte nel 1916, la lirica esprime una visione soggettiva del Natale, contrapposta alla gioia tipica di questo periodo.
  • Il testo è caratterizzato da versi brevi e privi di punteggiatura, creando un ritmo lento che sottolinea la fragilità dell'animo del poeta.
  • Il "caldo buono" rappresenta un rifugio domestico e rassicurante, in netto contrasto con la realtà cruda e angosciante della guerra.
  • L'esperienza personale di Ungaretti viene espressa attraverso l'uso della prima persona, trasformando il suo dolore in un sentimento universale condiviso.

In questo appunto di Italiano si analizzerà la poesia di Giuseppe Ungaretti "Natale", di cui si riporta il testo, l'analisi e il commento.
L'analisi della poesia "Natale" di Giuseppe Ungaretti articolo

Testo di Natale di Ungaretti

Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade
Ho tanta
stanchezza
sulle spalle
Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata
Qui
non si sente
altro
che il caldo buono
Sto
con le quattro
capriole
di fumo
del focolare.

Antefatti alla scrittura della poesia

Quando l’Italia entrò in guerra, nel 1915, Giuseppe Ungaretti, da fervente interventista, si arruolò volontario e partì come soldato semplice di fanteria per il fronte del Carso. Ben presto però le sue idee mutarono: dopo aver assistito alla morte di molti amici e commilitoni, alla distruzione di interi paesi e agli atti di disumanità tra uomini, Ungaretti si era convinto dell’assurdità della guerra e della fragilità dell’uomo. Con la sua poesia, dai versi brevi ma precisi, cercava di riportare al lettore le immagini che ogni giorno gli si paravano dinnanzi agli occhi, scene di orrore e crudeltà che tormentavano la sua anima.
Natale è stata scritta da Giuseppe Ungaretti quand’era a Napoli durante un permesso dal fronte (il poeta ha combattuto durante la Prima Guerra Mondiale), il 26 dicembre del 1916. In quei giorni Ungaretti si lasciava alle spalle gli eventi drammatici vissuti a San Martino del Carso dove aveva assistito alla morte di molti commilitoni e alla distruzione di interi villaggi. La sua visione del Natale è dunque estremamente soggettiva e interiore, quella di uomo provato nel fisico e nell’anima a causa degli orrori di cui è stato testimone. Per lui la guerra non crea eroi, temprati dalle battaglie e dai sacrifici, ma porta solo annientamento. La poesia è contenuta nella raccolta “Allegria di naufragi”, titolo che esprime la gioia di chi è riuscito a scongiurare la morte in contrasto al dolore di essere tra i pochi che però sono sopravvissuti; si presenta quasi come fosse un diario ed è divisa in cinque sezioni, ognuna dedicata a periodi differenti, prima, durante e dopo la Grande Guerra. Le poesie raccolte sono molto brevi, ridotte al loro significato essenziale e dove centrale è l’esperienza autobiografica di Ungaretti, soprattutto la sua esperienza diretta nel conflitto. Ogni componimento è seguito dall’indicazione del luogo e della data

Analisi del testo di Natale

Non ho voglia di immergermi nel groviglio di vie piene di gente (come sono i vicoli di Napoli), ho molta stanchezza addosso (una stanchezza fisica e psicologica). Lasciatemi come un oggetto appoggiato, una cosa inanimata (perciò incapace di provare qualsiasi cosa) dimenticata in un angolo. Qui, in questa casa (che si contrappone a un altrove che è la trincea) si percepisce solo il caldo confortevole. Rimango accanto al camino, davanti ai giochi di fumo del fuoco rassicurante.
Ciò che emerge dalla lettura della poesia è che il discorso è frantumato e le strofe sono prive di significato autonomo; i versi paiono sospesi nel vuoto. Il ritmo del componimento è lento, proprio per sottolineare il senso di stanchezza provato dal poeta a causa dell’orrore vissuto in guerra. Nella lirica non è presente alcuna forma di punteggiatura e la metrica è composta da cinque strofe di versi liberi. Si ha la sensazione che il poeta frantumi i versi per dare l’impressione di un singhiozzo. Questo ritmo, infatti, crea tristezza e raggela l’animo del letto, il che contrasta con l’immagine del caminetto, il quale più che calore, sembra evocare fredde emozioni.
Il Natale che ci mostra Ungaretti è un Natale di guerra, dove l’angoscia dei combattimenti fa da sottofondo all’intera lirica. Benché si trovi in un momento sospeso e di tregua, il poeta non riesce a immergersi nella vita di tutti i giorni; questo non può essere un periodo di festa come gli altri, e infatti il poeta dice che non ha voglia di andare per le strade confusionarie, in quel “gomitolo di strade” che richiama alla mente il caos della trincea. È stanco, e vuole essere lasciato solo, come un oggetto dimenticato in un angolo; come sono soli, dimenticati e abbandonati i suoi compagni massacrati nelle trincee. Anche il “qui”, per contrapposizione, rappresenta là, ovvero la guerra, e il “caldo buono”, accanto al quale il poeta vuole restare, è contrapposto alla fredda pietra del San Michele.
L'analisi della poesia "Natale" di Giuseppe Ungaretti articolo

Commento della poesia Natale

Da subito cogliamo la tristezza di questo testo in cui il Natale, simbolo della gioia, dell’amore, dell’unità, è in antitesi con la stanchezza provata dal poeta. In un momento come il Natale, che unisce e porta con sé il desiderio di festeggiare ed essere lieti, Ungaretti al contrario vorrebbe sparire, essere dimenticato. Vive un momento di riflessione che si dipana in questo pianto solitario dove lo stesso poeta è il soggetto di tutta la lirica. Infatti l’uso della prima persona singolare (non ho, ho, sto) e del pronome “mi” sottolinea che ciò che viene raccontato è l’esperienza personale di Ungaretti, che poi diventa esperienza universale, ed è proprio questa la sua grandezza, la capacità di dire cose che valgono per tutti. Dai versi trapela un disperato bisogno di ricercare la pace scomparsa, i piaceri di una vita primitiva e pura, come il semplice restare rannicchiati davanti a un fuoco.
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Domande da interrogazione

  1. Qual è il contesto storico in cui Ungaretti scrisse "Natale"?
  2. "Natale" è stata scritta da Giuseppe Ungaretti il 26 dicembre 1916, durante un permesso dal fronte della Prima Guerra Mondiale, dopo aver vissuto esperienze traumatiche a San Martino del Carso.

  3. Come si manifesta la stanchezza del poeta nella poesia?
  4. La stanchezza del poeta emerge attraverso l'immagine di voler essere lasciato solo, come un oggetto dimenticato, e la sua avversione a immergersi nel caos delle strade, riflettendo una stanchezza sia fisica che psicologica.

  5. Qual è il significato del "caldo buono" nel testo?
  6. Il "caldo buono" rappresenta un rifugio rassicurante e confortevole, in contrapposizione alla freddezza e all'orrore della guerra, simboleggiando il desiderio di pace e tranquillità del poeta.

  7. In che modo la poesia "Natale" riflette l'esperienza personale di Ungaretti?
  8. La poesia utilizza la prima persona singolare per esprimere l'esperienza personale del poeta, trasformando il suo dolore e la sua solitudine in un'esperienza universale che risuona con il lettore.

  9. Qual è l'antitesi presente nel Natale descritto da Ungaretti?
  10. L'antitesi risiede nel contrasto tra il Natale, simbolo di gioia e unità, e la stanchezza e il desiderio di isolamento del poeta, che vive un momento di profonda riflessione e tristezza.

Domande e risposte

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