Video appunto: Ungaretti, Giuseppe - I fiumi - Analisi strutturale e stilistica

Ungaretti - I fiumi - Analisi strutturale e stilistica


1) Struttura circolare del componimento
La poesia ha una struttura circolare: dal tempo presente, con cui il poeta descrive la sua azione di guardare le nuvole che si muovono silenziose nel cielo, sopra un paesaggio desolato, il poeta passa al passato prossimo per descrivere le azioni compiute la mattina quando si è immerso nelle acque del fiume.
Il contatto con l’acqua gli permette di entrare in contatto con la natura e nello stesso di prendere coscienza del suo passato, un passato remoto. Infatti, rievoca i fiumi che sono in qualche modo legati alla sua vita (le origini lucchesi, la fanciullezza, la gioventù). Ritrovare il ricordo della propria vita nei tre fiumi, crea in lui un sentimento di nostalgia e di tristezza per cui riappare il presente, come all’inizio del componimento. Il movimento circolare e quindi compiuto.
2) Spiegazione

Quando scrive la poesia il poeta si trova sul Carso, a Cotici, il 16 agosto 1916 in piena guerra circondato da solitudine, orrore e distruzione (= l’albero è mutilato e quindi personificato).
Il bagno nel fiume Isonzo contribuisce a ridargli il senso della vita e a ridare forza al suo spirito. Dalla seconda strofa in poi egli descrive i gesti che ha compiuto: si è immerso nel fiume, ha camminato sulle pietre, è uscito dall’acqua per prendere il sole. Queste strofe sono ricche di similitudini: “come una reliquia”, “come un sasso”, “come un acrobata”. L’immersione nelle acque, per il poeta acquista anche un valore di purificazione, come se questo servisse a toglierli di dosso ciò che è impuro. Infatti, la similitudine “come un’urna” trasporto il lettore in un’atmosfera quasi religiosa. E una volta immerso nelle acque e purificato, il poeta si sente di far parte della natura e in armonia con essa.
Ritrovata l’armonia, il poeta inizia a rievocare il proprio passato; egli rivive il momenti più importanti della sua vita attraverso l’immagine dei fiumi sulle cui rive ha vissuto. Da notare che la scelta del fiume ha un valore simbolico: l’acqua è il simbolo della vita e del tempo che passa in continuazione.
• L’Isonzo, sulle cui rive a combattuto durante la Prima guerra mondiale e che nel componimento gli dà la possibilità di ritrovare l’armonia con la natura e quindi è fonte di felicità
• Il Serchio, fiume che attraversa Lucca, gli ricorda le origine dei suoi genitori che avevano lasciato la campagna lucchese per trasferirsi ad Alessandria d’Egitto
• Il Nilo sulle cui rive il poeta aveva trascorso l’infanzia e la giovinezza e che rivedrà tanti anni dopo quando egli sarà continuamente in viaggio per tenere delle conferenze
• La Senna, sulle cui rive egli aveva studiato ed aveva maturato la sua formazione culturale
I tre fiumi (Serchio, Nilo e Senna) sono ancora molto presenti nella mente del poeta perché per citarli egli adopera l’aggettivo dimostrativo “questo” ed è grazie a loro che egli arriva a comprendere il senso della vita.
3) Innovazioni stilistiche
Nel testo, il poeta adopera molto spesso la prima persona singola (= io) e gli aggettivi possessivi che ad esso si riferiscono (= mio, mia, miei) e il pronome personale di 1.a persona “mi”
La costruzione della frase è molto semplice perché prevale la coordinazione (= due o più proposizioni coordinate fra di loro da una congiunzione)
Le parole usate sono molto semplici, ma sono frequenti le immagini legate ad una analogia ( “docile fibra dell’universo” “corolla di tenebre”) oppure le similitudini.
I versi sono molto brevi con un uso frequente dell’enjambement che se da un lato crea un ritmo piuttosto frammentato, dall’altro ci fa pensare allo scorrere dell’acqua dei fiumi che ogni tanto incontra delle pietre o dei sassi in mezzo ai quali cerca di farsi strada.