Video appunto: Ungaretti, Giuseppe - I fiumi - Questionario

Ungaretti - I fiumi - Questionario



1. In quale occasione è stata scritta la lirica “I fiumi”? Quali sono gli elementi del testo che ci permettono di cogliere la situazione storica durante la quale essa è stata composta?
La poesia è stato scritta nel 1916, quando Ungaretti si trovava su fronte di guerra, nella regione del Carso.
Nel testo esistono diversi elementi diretti e indiretti che ci fanno capire il luogo e il tempo storico. Innanzitutto, la data riportata prima della poesia e il nome della località . Inoltre, l’albero è mutilato, probabilmente a causa delle bombe che lo hanno ridotto ad un troncone. Infine, il poeta scrive di trovarsi all’interno di una dolina. La dolina è una tipica cavità del terreno frequente sull’altopiano del Carso. Il Carso è attraversato dal fiume Isonzo che è uno dei quattro fiumi legati alla vita del poeta.

2. Quali sensazioni fisiche e psicologiche genera nel poeta il bagno nell’ Isonzo? Quali termini, nella prima parte del componimento rimandano all’ambito semantico della vita e dell’armonia?
Il bagno nell’ Isonzo crea nel poeta un senso di pace e di serenità perché, a contatto con l’acqua, si accorge di far parte dell’armonia dell’universo e questa sensazione gli crea felicità.
Dal punto di vista fisico, immergersi nell’ acqua permette al poeta di trovare un momento di riposo e di dimenticare la crudeltà e gli orrori della guerra. I termini che appartengono all’ambito semantico della vita sono: “scorrendo”, “levigava”, “sole”, “acqua”. Invece, all’ambito semantico dell’armonia appartengono “docile”, “fibra dell’universo”, “intridono”, “felicità” ,“acrobata”

3. Che cosa rappresentano i quattro fiumi?
o L’Isonzo ricorda il tempo presente, cioè il periodo trascorso dal poeta sul fronte di guerra, ma anche la possibilità di ricostruire l’armonia con l’ universo ottenuta immergendosi nelle sue acque
o Il Serchio è il fiume dei suoi antenati e dei suoi genitori che sono vissuto lungo le sue rive
o Il Nilo rappresenta la fanciullezza e l’adolescenza del poeta
o La Senna rappresenta la sua formazione culturale e le sue esperienze di vita

4. Quali tempi verbali prevalgono nella lirica? Per quale motivo?
Nella lirica troviamo il presente e il passato prossimo; quest’ultimo è il tempo più frequente perché serve al poeta per ricordare le varie fasi della sua vita, ognuna legata ad un fiume. Da notare che nel testo esiste una circolarità; la lirica inizia con il presente e alla fine ritorna al presente.

5. Qual è la massima aspirazione del poeta? Perché tramite il bagno nell’Isonzo è riuscito a raggiungere ciò che desiderava?
La massima aspirazione del poeta è raggiungere l’unione ed armonia con l’universo e sentirsi di far parte di esso. Raggiunge il suo desiderio facendo il bagno nell’ Isonzo perché l’acqua lo avvolge completamente, scivolandogli sopra il corpo come scivola sopra i sassi.

6. Il poeta narra i gesti compiuti durante il bagno attraverso una serie di immagini metaforiche. Individuale e spiegale.
Nella lirica le metafore sono numerose.
a. Per dire che “si è immerso nelle acque del fiume”, egli scrive che si è “disteso / in un’urna d’acqua”.Le acque del fiume costituiscono una specie di urna che lo avvolge interamente e in cui egli si sente protetto. Il termine “urna” ha anche un valore sacro perché di solito serve per custodire le reliquie dei santi
b. “come una reliquia / ho riposato” significa che è rimasto immobile, come oggetto prezioso che, toccandolo, rischia di rompersi. Nello stesso modo, il poeta se ne sta nell’immobilità assoluta per paura che il minimo movimento possa cancellare la sensazione di armonia e di benessere che sta provando
c. “me ne sono andato / come un acrobata / sull’acqua” sta ad indicare che il poeta si sposta sull’acqua appoggiando i piedi sui sassi e cercando di stare in equilibrio, come fanno gi acrobati nel circo. L’immagine dell’acrobata si ricollega alla similitudine iniziale della dolina con un circo vuoto.
d. “Mi sono chinato a ricevere / il sole”. L’immagine rievoca le usanze della regione del Nilo. Il sole è il simbolo della luce, dell’universo e della vita di fronte a cui egli si inchina per approfittare al massimo dei suoi raggi e del suo calore.

7. Quali sensazioni sono evocate dai versi che ricordano il periodo egiziano? Quali invece degli anni parigini?
I versi che descrivono il periodo egiziano evocano una sensazione di calore intenso e di vastità della natura. Quelli che si riferiscono alla Senna ci fanno pensare ad un ambiente ricco di sollecitazioni, alle sue numerose esperienze di vita che gli hanno permesso di conoscere meglio di se stesso.

8. Al verso 36, il poeta definisce le acque dell’ Isonzo “nascoste”. Con quali aggettivi potrebbe essere sostituito tale termine?
Al verso 36, egli paragone le acque dell’Isonzo che passano sopra il suo corpo a delle mani nascoste (= metafora antropomorfica). Le mani potrebbero essere definite anche invisibili, nascoste, ma certamente non magiche e, forse, nemmeno misteriose

9. Gli ultimi versi risultano volutamente ambigui. Secondo te, l’immagine della “corolla di tenebre” ha una connotazione positiva o negativa? Perché?
L’ultima strofa ci presenta l’immagine di un fiore che ha la corolla fatta di tenebre: è la metafora della vita del poeta. L’immagine ha un significato negativo perché ci rimanda a qualcosa di precario, di durata limitata, di inutile, di fragile e di oscuro. L’espressione mi fa pensare quasi ad un ossimoro perché la corolla ci fa pensare a un fiore, alla bellezza, al colore, tutti aspetti che non sono compatibili con il buio della notte. Tuttavia il recupero dei ricordi ha un valore positivo perché crea nel poeta un sentimento di nostalgia che forse rende più sopportabile la sua esistenza.