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Ungaretti


Vita: nasce ad Alessandria d'Egitto nel 1888 perché il padre partecipa alla costruzione del canale di Suez, mentre la madre gestisce un forno; a causa di un incidente di lavoro, rimane orfano di padre; legge i poeti contemporanei ed aderisce al socialismo; nel 1912 parte per Parigi dove conosce Picasso, Apollinaire (scrittore di "piove", che scrive tutto in verticale) e studia alla Sorbona; nel 1914, scoppiata la prima guerra mondiale, rientra in Italia, si arruola volontario e combatte nelle trincee; l'esperienza della guerra gli ispira le liriche del porto sepolto e di allegria di naufragi. In seguito aderisce al fascismo e si trasferisce a Roma. Tra il 1925 e il 1928 matura una crisi spirituale, che lo riavvicina alla fede cattolica e scrive nel contempo versi che confluiscono nella raccolta del Sentimento del tempo. Dal 1936 al 1942 vive in Brasile dove insegna letteratura italiana all'Università San Paolo. Nel 1947 scrive un nuovo libro, Il dolore, ispirato sia dal dolore collettivo per la guerra, sia dal dolore personale per la perdita del figlio Antonietto nel 1939. In seguito, per due volte sfiora il premio Nobel, anche se non lo prenderà mai perché troppo vicino al fascismo. Nel 1969 viene stampato definitivamente Vita di un uomo, libro che raccoglie l'intera sua produzione e che racconta la storia della sua vita, non come il Canzoniere, romanzo psicologico, ma perché ogni raccolta ha un suo significato.

L'allegria: Ungaretti esordisce nel 1916 con la prima raccolta "Il porto sepolto", composta da 31 liriche, grazie all'interessamento del tenente Ettore Serra; poco dopo, questa raccolta viene inglobata in una più ampia raccolta chiamata Allegria di naufragi (1919) ed il titolo intendeva sottolineare che dal disastro della guerra e dal naufragio dell'umanità, si può forse dischiudere la gioia di ricominciare, l'allegria di riassaporare il valore della vita. Allegria di naufragi è pertanto un ossimoro, poiché una persona che naufraga non è felice. Nel 1931 si arriva ad una terza versione, chiamata L'allegria: tutte le poesie sono datate con luogo di produzione, di modo da costituire un diario autobiografico. Il poeta rinuncia del tutto alla punteggiatura ed alle rime, per mettere in evidenza singoli vocaboli e per restituire alle parole la profondità e la purezza.
Testi da "L'allegria"
1- Il porto sepolto

2- Eterno

"Tra un fiore colto e l’altro donato
l’inesprimibile nulla"
E' il testo introduttivo della raccolta "L'allegria": siamo in un periodo in cui si utilizzano le metodologie delle avanguardie (senza struttura sintattica, senza punteggiatura).
Le parole di D'Annunzio valevano più per i suoni che per il significato; Ungaretti, al contrario, utilizza le parole per studiarne il significato e le isola sul foglio bianco. I testi di Ungaretti sono simbolici, connotativi; utilizza le analogie, quindi le verità sono nascoste.
Interpretazione del testo:
1- la vita nella sua intensità si rovescia nella morte, nel nulla
2- Il fiore colto rappresenta un momento d'amore ricevuto, l'altro rappresenta un momento d'amore donato e tra questi c'è un momento che è l'inesprimibile nulla e la poesia deve avere la funzione di rappresentare ciò che non è esprimibile

3- Veglia

4- Fratelli

5-Soldati

6- Mattina

7- Ricordo d'Africa

8- Casa mia

"Sorpresa
dopo tanto
d'un amore
Credevo di averlo sparpagliato
per il mondo"
E' sorpreso di aver ritrovato se stesso perché credeva di essersi perso

9- Notte di maggio

"Il cielo pone in capo
ai minareti
ghirlande di lumini"
Riferito ad Alessandria d'Egitto

10- Tramonto

"Il carnato del cielo
sveglia oasi
al nomade d’amore"
Il tramonto risveglia ricordi, sentimenti, desideri, passioni a colui che è in cerca d'amore

11- Dannazione

"Chiuso fra cose mortali
(Anche il cielo stellato finirà)
Perché bramo Dio?"
Il poeta nel primo verso evidenzia la sensazione di un uomo che si sente mortale, imperfetto, chiuso fra cose mortali. Pure il cielo stellato, immenso, apparentemente immutabile, un giorno finirà, poiché è costituito da materia. L’uomo, quindi, diventa consapevole dei suoi limiti, della sua impotenza a superarli. Ma allora, si domanda il poeta nell’ultimo verso, perché bramo Dio, ho questa tendenza verso l'infinito? Si tratta di un componimento diverso dagli altri perché utilizza la punteggiatura


La seconda raccolta è intitolata "Sentimento del tempo"; dopo aver distrutto la sintassi, la metrica, la punteggiatura nella prima raccolta, nella seconda recupera il perdono di Dio, la tradizione (punteggiatura, sintassi, versi più regolari, lessico più complicato) ed acquisisce un significato nuovo; i temi che tratta sono il mistero, il divino e l'eternità; è una fase definita di "ritorno all'ordine", fase del fascismo.
1- Una colomba 1925

"D'altri diluvi una colomba ascolto."
Riutilizza la punteggiatura e la metrica (endecasillabo)
- il significato ruota attorno alla colomba, simbolo della nuova vita nel diluvio universale, anche se lui non intende il diluvio universale ma a quello del poeta
- verbo "ascolto"-> la condizione del poeta è quella di essere in ascolto, il poeta deve fare uno scavo interiore e riceve la rivelazione solo se si mette in armonia con le cose; diventa una poesia ermetica, difficile da interpretare perché si era nell'epoca del fascismo

2- L'isola 1925


La terza raccolta è intitolata "Il dolore", dolore per la seconda guerra mondiale, ma anche dolore personale per il figlio Antonietto-> la sezione "Giorno per giorno" (1940-1946) è dedicata a lui.

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