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Il Ciclo dei Vinti
Verso il 1878 Verga inizia a progettare un ciclo di romanzi, intitolato ciclo dei Vinti. Riprende il modello dei Rougon-Macquart di Zola. Però, quest'ultimo pone al centro del suo ciclo l'intento scientifico di seguire gli effetti dell'ereditarietà. Invece, Verga intende tracciare un quadro generale della società italiana moderna in tutte le sue componenti (dai ceti popolari alla borghesia terriera all'aristocrazia).
Elemento fondamentale del ciclo è il principio della lotta per la sopravvivenza. Lo scrittore è influenzato dalle teorie di Darwin sull'evoluzione delle specie animali. Verga applica la selezione naturale alla società umana, dominata da conflitti di interesse: il più forte trionfa, schiacciando i più deboli. Questo progetto pone al centro della narrazione coloro che vengono schiacciati in questo perenne conflitto, i "vinti".
Prefazione de “I Malavoglia”
La prefazione ai Malavoglia fa da prefazione all'intero ciclo e chiarisce gli intenti generali dello scrittore:
Lo stile e il linguaggio si modificano gradualmente, adattandosi a materia e personaggi: Malavoglia = linguaggio semplice dell'ambiente popolare, Mastro-don Gesualdo = ambienti sociali più elevati.
Tema di fondo del ciclo
Il primo paragrafo è dedicato a I Malavoglia, e ne indica il tema di fondo: la rottura dell'equilibrio di un mondo tradizionale e immobile, quello di una famiglia di un piccolo villaggio di pescatori, “vissuta sino allora relativamente felice”, per l'irrompere della storia in quel sistema arcaico.
Nel paragrafo successivo lo sguardo si allarga al complesso dei romanzi del ciclo. Anche qui al centro dell'attenzione si pone la “fiumana del progresso”, cioè il grande processo di trasformazione della realtà contemporanea, in particolare dell'Italia dopo l'Unità (1861). La forza motrice di questo processo è identificata nella “ricerca del meglio”, cioè nei desideri e nelle ambizioni degli uomini, da quelli più elementari (lotta per i bisogni materiali dell'esistenza) a quelli più complessi, salendo nella scala sociale.
È evidente l'impostazione duramente materialistica, che esclude i moventi "ideali" dall'agire dell'uomo. Il “meccanismo” dei processi sociali e psicologici sarà semplice e facile da studiare nelle “basse sfere” e diverrà invece più difficile nelle sfere superiori della società.
Problema formale
Verga tocca poi il problema formale. L'analisi dei meccanismi psicologici e sociali deve seguire il principio dell'impersonalità. Ciò condizione fondamentale fosse la tecnica narrativa: in ogni romanzo del ciclo il narratore adotta un modo di pensare e di esprimersi che corrisponde al livello sociale rappresentato.
Posizioni ideologiche
Verga non condivide i falsi miti progressisti del nuovo Stato liberale e insiste proprio sugli aspetti negativi del progresso, scegliendo di soffermarsi sui “vinti”, schiacciati dalle leggi dello sviluppo moderno.
In chiusura della Prefazione, secondo la sua poetica dell'impersonalità e alla tecnica della regressione, afferma che chi osserva questo spettacolo della “lotta per l'esistenza” non ha il diritto di giudicarlo.