Concetti Chiave
- La novella "La Lupa" racconta la storia di una contadina seduttrice che vive in un villaggio e la cui passione insaziabile provoca sofferenza alla figlia Maricchia.
- Giovanni Verga descrive la vita rurale siciliana con una visione nostalgica e romantica, evidenziando la povertà e l'emarginazione dei personaggi.
- Il matrimonio è visto come un'unione materiale, dove la dote della donna e il lavoro dell'uomo sono essenziali per la formazione di una famiglia.
- La protagonista, la Lupa, simboleggia le passioni primitive e violente, ignorando le convenzioni sociali e i sentimenti altrui, portando a conseguenze tragiche.
- Verga utilizza la tecnica della regressione, mimetizzandosi nei personaggi per rappresentare in modo autentico la mentalità popolare e la vita contadina.
Questo appunto di italiano per le scuole riassume e analizza nel dettaglio la trama di una delle novelle più note dello scrittore italiano Giovanni Verga.
Riassunto - La lupa
Nel villaggio dove viveva, la chiamavano la Lupa perché ella non era mai sazia delle relazioni che aveva con gli uomini. A causa di questo sul vizio, le altre donne la temevano e la odiavano perché ella attirava con la sua bellezza i loro mariti e i loro figli anche solo guardandoli. Di ciò soffriva la figlia, Maricchia, che era emarginata per il comportamento della madre e nessuno la voleva in sposa.Un giorno la Lupa si innamorò di un giovane, Nanni, che mieteva il grano con lei, e lo guardava avidamente e lo seguiva; una sera gli dichiarò il suo amore ma lui rispose piuttosto che voleva in sposa Maricchia, interessato alla buona dote. La donna se ne andò via, ma si ripresentò a ottobre per la spremitura delle olive, offrendogli in sposa Maricchia . Nanni accettò, anche se la ragazza non ne voleva sapere di sposarlo, ma la madre la costrinse con le minacce.
Maricchia diede dei figli a Nanni, così la Lupa aveva deciso di non farsi più vedere, anche perché lavorava molto durante la giornata.
Un pomeriggio caldo, però, svegliò Nanni che dormiva in un fosso e gli offrì del vino, ma egli la pregò di andarsene via, ma lei tornò altre volte incurante dei divieti di Nanni dando il via ad una relazione incestuosa.
Maricchia era disperata e accusava al madre di volerle rubare il marito e andò anche dal brigadiere e Nanni lo supplicò di metterlo in prigione pur di non rivedere la Lupa, ma ella non lo lasciava in pace. Una volta Nanni prese un calcio al petto da un asino e stava sul punto di morire, il prete si rifiutò di confessarlo se la Lupa fosse stata là, ella se ne andò ma, visto che Nanni sopravvisse ella continuò a tormentarlo e lui alla fine la minacciò di ucciderla. La Lupa gli si presentò ancora davanti e Nanni la uccise, senza che lei opponesse resistenza.
Analisi testuale della novella
“La Lupa” rappresenta una novella contenuta nella raccolta Vita dei campi, in realtà però venne pubblicata già prima nel 1880 sulla Rivista italiana di scienze, lettere ed arti. In questa raccolta, Verga descrive il mondo rurale e la scelta di avere come protagonisti i contadini, i minatori e più in generale, gli uomini della campagna siciliana. Questa scelta narrativa si traduce in una nota nostalgica e romantica che tratteggia l'ambiente arcaico come un paradiso perduto dominato da una parte dall'innocenza e dall'altra da passioni primitive e violente, in ogni modo è visto come autentico rispetto all'artificiosità borghese.La trama si focalizza sul personaggio di una contadina che viene descritta come una vera e propria femme fatale con un insaziabile desiderio per gli uomini, denominata in paese "La Lupa" proprio per il suo vizio di sedurli voracemente. La protagonista viene infatti descritta con il rosso dei papaveri e gli occhi neri, colori che rappresentano il sangue e la morte oppure la passione. La lupa rappresenta uno dei tanti personaggi primitivi che popolano le novelle di questa raccolta, in lei si vedono gli effetti del trionfo dell’eros, di una donna che quindi in onore di questa passione fatale, ignora qualsiasi altro sentimento, sia quello del rispetto della propria reputazione, sia il rispetto della volontà di Nanni o il rispetto della figlia. In questo caso, quindi, neanche l’amore materno riesce a sovrastare l’eros che lei prova. Si definisce dunque primitiva per la sua obbedienza assoluta e cieca all’istinto, senza accettare compromessi o divieti che permetterebbero invece di regolare e portare avanti una convivenza civile.
Sono rare le descrizioni paesaggistiche, e il corso del tempo è scandito dai cambi di stagione, questa scelta rappresenta la monotonia della vita contadina, basata sul lavoro dei campi come testimonia anche il primo incontro tra la Lupa e Nanni, entrambi a mietere il grano nel primo mese estivo. Solitamente i territori in cui Verga ambienta i propri racconti sono quelli siciliani, Aci-Trezza, Vizzini, Licodia e Marineo, documentati anche dalle sue foto. Povertà e distanza dall'ambiente urbano sono due delle caratteristiche principali della campagna meridionale, rimasta arretrata anche dopo l'unificazione della penisola. A questa delusione di Verga, che condivideva gli ideali risorgimentali, si aggiunge anche il declino della figura intellettuale nella società borghese, da questo scaturisce un senso di emarginazione che si riflette nella sua opera e nei personaggi. La vita di questi ultimi è caratterizzata da fatica e dolore, sono personaggi emarginati dal loro stesso villaggio poiché considerati diversi, diversità che nasce da credenze religiose, superstizioni, voci di paese e così via. È la mentalità popolare a prevalere nei testi di Verga, infatti lui usa la tecnica della regressione, per cui l'autore si mimetizza nei personaggi stessi, adotta il loro mondo di pensare e lo mette su carta.

Un'altra caratteristica del mondo rurale che Verga presenta è il matrimonio legato inevitabilmente alla sfera materiale. In questo racconto si può notare come la figlia della Lupa, Maricchia, viene accettata come sposa da Nanni per la dote che il padre le ha lasciato. In una società contadina semplice la dote della donna e il lavoro sicuro di un uomo sono i requisiti che stanno alla base di una famiglia. Inoltre Nanni è un personaggio passivo, il quale, oltre ad accettare il matrimonio d'interesse, si lascia sedurre dalla Lupa e non fa nulla di concreto per opporsi.
Facendo un discorso più generale, la povertà e la miseria dei personaggi verghiani è data dalla sua visione pessimistica e materialistica, per cui il più forte schiaccia il più debole. Gli uomini sono mossi dall'interesse economico e dalla ricerca dell'utile, è questa la legge di natura che si riscontra nelle sue opere, una legge universale e immodificabile, nessuno dei suoi personaggi può cambiare la sua condizione sociale nonostante la propria ambizione.
Inoltre la maggior parte dei suoi personaggi vive in solitudine, incompresi dalla famiglia, Maricchia infatti soffre per avere una madre del genere e alla fine inizia ad odiarla, e dalla comunità che respinge il diverso, come già detto. È da dire che anche il soprannome della donna rimarca la sua condizione di isolamento, e da donna determinata quale è non rinuncia ai suoi sentimenti pur a costo di sfidare l'intero paesino. L'istinto da predatrice, l'orgoglio e il suo aspetto fisico sono altri motivi che l'accomunano a questo animale.
Anche ai giorni nostri non si fa altro che additare il diverso e ad emarginarlo, con l'unica differenza che Verga rappresenta una realtà ottocentesca e contadina ormai quasi scomparsa. Si può quindi notare che la mentalità della gente non è cambiata di molto, poiché molti pur provando ad essere tolleranti finiscono solo per rivelare la propria ipocrisia.
Per ulteriori approfondimenti su La Lupa di Verga vedi anche qua.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato del soprannome "La Lupa" attribuito alla protagonista?
- Come influisce il comportamento della Lupa sulla vita di sua figlia Maricchia?
- Qual è il ruolo del matrimonio nella società contadina descritta da Verga?
- In che modo Verga rappresenta la vita contadina e le sue difficoltà?
- Qual è la visione di Verga riguardo alla natura umana e alle relazioni sociali?
Il soprannome "La Lupa" evidenzia il suo insaziabile desiderio per gli uomini e la sua natura seduttrice, che la rende temuta e odiata dalle altre donne del villaggio, come descritto nel testo.
Maricchia soffre per il comportamento della madre, che la porta a essere emarginata e non desiderata come sposa, creando un conflitto tra madre e figlia, come evidenziato nel racconto.
Il matrimonio è visto come un accordo materiale, dove la dote e la sicurezza economica sono fondamentali, come dimostra l'accettazione di Maricchia da parte di Nanni per il suo patrimonio, secondo il testo.
Verga descrive la vita contadina come caratterizzata da povertà e fatica, evidenziando l'emarginazione dei personaggi e la loro impossibilità di cambiare la propria condizione sociale, come si evince dall'analisi testuale.
Verga presenta una visione pessimistica della natura umana, dove il più forte schiaccia il più debole, e le relazioni sono dominate dall'interesse economico, come sottolineato nel racconto.