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Ominide 65 punti

Giovanni Verga

Vita dei campi

Le Novelle

Vita dei campi si compone di otto novelle. La novella “Cavalleria Rusticana” racconta la storia di Turiddu Macca, un contadino siciliano che, prima di partire per il servizio militare era fidanzato con Lola. Tornato dal servizio militare lo aspetta, però, una brutta sorpresa; Lola si è, infatti, fidanzata con Alfio, un carrettiere più ricco di Turiddu e che possiede quattro muli. Lola sposa Alfio, e Turiddu, in preda alla rabbia e alla delusione, comincia a corteggiare, ricambiato, Santa, la figlia di un uomo molto ricco e che vive di fronte l'abitazione di Alfio. Turiddu si comporta in questo modo per fare ingelosire Lola e, quest'ultima, infatti, spia Turiddu e Santa dalla finestra, nascondendosi dietro un vaso di basilico e comincia a rimpiangere il suo ex fidanzato. Così una notte lo invita a casa sua. Santa si accorge di questo e, per vendicarsi, informa Alfio dell'incontro tra Lola e Turiddu. Il marito di Lola, ferito nell'onore, sfida Turiddu in duello.

La lupa” è una bella donna soprannominata così a causa del suo forte e insaziabile istinto sessuale e, per tale motivo, temuta da tutti. La figlia di lei, Maricchia, soffre molto per il comportamento della madre e teme di non riuscire a sposarsi. La Lupa si innamora di Nanni, un giovane che miete il grano con lei, ma il ragazzo le risponde di desiderare Maricchia e la donna, dopo un periodo di tempo, torna da lui e gli chiede se vuole sposare la figlia offrendogli la casa e tutti i beni ereditati dal marito. Lui acconsente e la donna costringe Maricchia, che non voleva assolutamente sposare Nanni, al matrimonio con il ragazzo. Ma la Lupa non smette di insidiare il giovane genero ed anche lui è travolto dalla passione per la suocera. Di questa insana relazione si accorge Maricchia che si rivolge al brigadiere del paese. Quest'ultimo rimprovera Nanni e il ragazzo gli chiede di essere ucciso o imprigionato pur di sfuggire alla tentazione di continuare la sua relazione con la suocera. Nanni viene assalito da un collasso, ma poi si riprende. La Lupa continua ad insidiarlo e il giovane, esasperato dalla passione della suocera, minaccia di ucciderla.
Rosso Malpelo” è un ragazzo così soprannominato a causa del colore dei suoi capelli che, secondo un pregiudizio popolare, associa i capelli rossi alla malvagità. Il ragazzo lavora in una cava di rena e, trascurato dalla madre e dalla sorella, dopo la morte del padre, l'unico che gli aveva mostrato un po' di affetto, diventa molto cupo e si comporta con cattiveria con tutti, anche con il suo povero asino, che percuote continuamente. Insegna con le maniere forti ad un ragazzo che lavora con lui alla cava, a cavarsela nella vita e a sopravvivere alla legge del più forte, l'unica legge che Rosso Malpelo conosce. Ma il ragazzo con cui Rosso Malpelo instaura un rapporto di odio/amore si ammala e muore. Malpelo è disperato e continua a lavorare duramente, fino a quando di lui, un giorno, si perdono le tracce.
L'amante di Gramigna” racconta la storia di un bandito, soprannominato Gramigna (erba cattiva) e noto per aver razziato e saccheggiato le campagne siciliane. Di lui s'innamora Peppa, una giovane ragazza già promessa in sposa ad un giovane molto ricco. Peppa decide di seguire Gramigna, ma viene poi arrestata insieme al bandito. Liberata dopo il pagamento della cauzione, e perdutamente innamorata di Gramigna, la ragazza continua a trascorrere la propria esistenza accanto al carcere dove viene imprigionato il bandito.
In “Fantasticheria” Verga ricorda con una lunga lettera i giorni trascorsi da una nobildonna insieme a lui ad Acitrezza. La donna, però, presto si annoia di vivere in quell'umile paese di pescatori e non riesce a comprendere come si possa trascorrere la propria esistenza in un posto del genere. Verga, in questa lettera immaginaria, contrappone il mondo degli umili, caratterizzato da una coraggiosa rassegnazione, a quello dell'aristocrazia. E definisce la vita secondo l'ideale dell'ostrica, che vive nella paura che un palombaro possa allontanarla definitivamente dal tuo mondo.
Jeli il pastore” è un guardiano di cavalli molto semplice che ha vissuto sempre nei campi. Il giovane stringe amicizia con Don Alfonso, un ragazzino anche lui, di famiglia borghese. I due diventano molto amici, nonostante le differenze sociali. Jeli s'innamore di Mara, una ragazza bellissima. Quando diventa adulto Jeli perde il lavoro a causa di un incidente successo ad uno dei suoi cavalli e per poter sopravvivere diventa pastore di pecore. Mara si fidanza con un altro, ma quel fidanzamento si conclude bruscamente. La ragazza allora decide di sposarsi con Jeli, ma lo tradisce con Don Alfonso, quello che una volta era stato il miglior amico del pastore. Jeli scopre tale relazione e la sua ingenuità non gli consente di comprendere un gesto così orribile. Ma la disperazione prende il sopravvento in lui fino a fargli commettere un gesto inconsulto.
Guerra di Santi” racconta la guerra sorta tra gli abitanti di due quartieri di un paese a causa della processione di San Rocco. Gli abitanti del quartiere di San Pasquale, invidiosi del successo della processione di San Rocco, cominciano ad osannare l'altro santo suscitando, così, una zuffa tra i devoti. Due fidanzati, poiché appartengono ai due quartieri rivali, rompono il fidanzamento. La carestia, il colera e la siccità colpiscono poi il paese e il popolo si affida ai propri santi protettori per fronteggiare l'emergenza. Si pregano persino i santi del quartiere nemico.
Pentolaccia” è un povero bracciante agricolo che s'innamora della “Venera” e decide di sposarla nonostante la madre di lei lo avesse informato della volubilità della ragazza e della sua scarsa voglia di lavorare. In realtà la suocera del contadino aveva ragione; infatti la ragazza lo tradisce con Don Liborio, un ricco dottore che mantiene la donna ed anche il marito. La gente comincia a mormorare e dà al contadino il soprannome di “Pentolaccia” perchè ha la pentola piena tutti i giorni e mangia e beve mantenuto da Don Liborio. Il contadino, che fino a quel momento aveva svolto ogni tipo di lavoro per il ricco dottore, s'insospettisce, decide un giorno di tornare prima dai campi e scopre che la moglie attende la visita di Don Liborio.

L' Ambiente

L'ambiente descritto nelle novelle è quello della Sicilia umile e rurale, la Sicilia dei pastori, dei contadini, dei pescatori e dei minatori, che svolgono lavori talmente umili e sottopagati da consentire loro solamente lo stretto necessario per vivere. I luoghi descritti da Verga sono per lo più cupi così come l'esistenza dei personaggi principali della novella. La miniera in cui lavora Rosso Malpelo è rappresentata, ad esempio, con i suoi antri bui e tenebrosi, così come l'animo del protagonista. Quasi tutte le altre novelle sono ambientate nella campagna siciliana o, come nel caso di “Fantasticheria”, in un tipico paesino di mare siciliano, tra scogli giganteschi, “incastonati nell'azzurro.”

Il Tempo

Il contesto storico in cui si svolgono le novelle è indefinito, ma s'intuisce che Verga ha ambientato le novelle nella società meridionale ottocentesca, dopo l'Unità d'Italia. Spesso anche il tempo della narrazione appare indefinito perchè lo scrittore usa espressioni vaghe: una volta, un tempo, un giorno, una sera.

I Personaggi

Quasi tutti i personaggi principali delle novelle della raccolta “Vita dei campi” agiscono dentro un complesso triangolo amoroso in cui si nota sempre la presenza di un personaggio dominatore sia dal punto di vista affettivo che dal punto di vista economico. Si nota poi la presenza di un personaggio intermedio che coordina la storia ed infine, immancabilmente, appare la presenza del vinto, il personaggio perdente, solitamente una persona vittima di una società classista e piena di pregiudizi. Un esempio molto efficace per delineare tale struttura si può evidenziare nella novella “Cavalleria Rusticana”in cui il personaggio dominatore è Alfio, il personaggio di raccordo è Lola, mentre il vinto, cioè il personaggio meno avvantaggiato economicamente e socialmente è Turiddu che vede portarsi via la donna da lui amata, da un uomo più ricco di lui. Rosso Malpelo non segue questo schema di triangolo amoroso, il protagonista principale è solamente una vittima dei pregiudizi di una società culturalmente arretrata. Secondo le leggende popolari, chi ha i capelli rossi è una persona cattiva e, dunque, tutti sono diffidenti nei confronti del ragazzo, persino la madre gli nega l'affetto e dimentica il nome di battesimo del figlio. E “Rosso Malpelo”, disperatamente rassegnato, si prende la colpa di tutto, anche quando non ne ha e non riesce a ribellarsi a quell'etichetta che la società gli ha imposto. In poche parole Verga riesce a descrivere lo stato d'animo di questo personaggio: “Sapendo che era Malpelo, ei s'acconciava ad esserlo il peggio che fosse possibile.” Un personaggio significativo della raccolta è Peppa, l'amante di Gramigna, che apparentemente infrange le regole rifiutando di sposare un uomo ricco e seguendo l'uomo da lei amato, il bandito Gramigna. Ma in realtà la donna diventa ancora più schiava ed è succube di una passione verso un uomo che la sfrutta e la maltratta. Un altro personaggio che non segue lo schema del triangolo amoroso è la protagonista della novella “Fantasticheria”, donna volubile che, dapprima appare affascinata dal paesino marino in cui era intenzionata a restare per un mese, ma presto si stanca della monotonia della vita del villaggio e, dopo appena due giorni, lascia Acitrezza per tornare in quell'ambiente dell'alta società a cui si era ormai abituata. In questa novella Verga analizza la differenza tra le classi sociali. Non di triangolo amoroso, infine, si tratta nella novella “Guerra dei santi”, ma di rivalità dettate da fanatismo religioso e competizioni rionali. La relazione tra i tre protagonisti principali della novella, compare Nino, fautore di San Rocco, Turi e sua sorella Saridda, fidanzata di Nino, questi ultimi invece fautori di San Pasquale, si rompe, infatti, a causa del fanatismo di ciascuno di essi per il proprio santo protettore.

Lo Stile

Pochi personaggi e narrazione rapida caratterizzano le novelle di “Vita dei campi”. Lo scrittore usa espressioni popolari e dialettali e similitudini e metafore che rimandano alla natura. Cerca inoltre di riprodurre la struttura della sintassi del dialetto siciliano nella lingua italiana ed evita di lasciar trasparire il proprio punto di vista.

Commento

Nonostante lo scrittore abbia cercato di non lasciar trapelare il proprio punto di vista, in queste novelle s'intuisce facilmente la concezione dolorosa e tragica che lui aveva della vita. I protagonisti delle novelle sono uomini e donne sottoposti ad un destino crudele che li conduce inesorabilmente all'infelicità a causa dell'ambiente in cui sono nati e che influenza il corso delle loro esistenze. Chi cerca di ribellarsi al destino non riesce a raggiungere la felicità, ma si trova a vivere una vita peggiore di quella che aveva lasciato. Le novelle fanno comprendere la vita di duro lavoro della popolazione siciliana più umile, animata da intense passioni che talvolta conducono i personaggi a compiere gesti tragici. Ma lo scrittore, soprattutto in “Fantasticheria”, riesce a far comprendere il sentimento da lui nutrito verso i vinti e la rassegnazione di questi ultimi diventa secondo il suo punto di vista un atto di eroismo.

Genere: Novella
Anno: 1880

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