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Situazione Italia

La nascita della nazione italiana conosce un vasto ritardo, con non poche difficoltà e problemi. Persino la scelta di rendere Roma capitale non è semplice né indolore. Al momento dell'unità, l’Italia è ancora un Paese marcatamente agricolo e contadino, ha scarsa competitività sui mercati europei, lo sviluppo è disuguale nelle varie regioni e s'inasprisce il divario tra Centro-Nord, senza considerare la “questione meridionale”, i mali endemici del Sud e il suo assoluto svantaggio.

Positivismo

La fine del diciannovesimo secolo è contraddistinta dal trionfo della scienza, che pervade tutti i campi, letteratura, arte, pensiero; “positivo” è tutto ciò che è conoscibile, esatto e perfetta,ente descrivibile: scientifico. Il filosofo Comte si pone come padre del Positivismo, ed elabora la teoria dei “tre stadi” (ricorda Vico), secondo cui l'umanità avrebbe attraversato nella sua evoluzione una fase teologica o mitica (dominata dall'immaginazione), una fase metafisica (dominata dalla ragione astratta) e la fase positiva (caratterizzata dalla conoscenza scientifica); è considerato il padre della sociologia.
Taine, con il Determinismo, analizza i “caratteri” di autori e le singole opere determinati da razza, momento biografico, ambiente sociale e politico.
Bernard si dedicò a psicologia e fisiologia, o ricordiamo Lombroso e i suoi studi sulle fisionomie dei criminali, mentre l'Empirismo da Mill.
Darwin, con l'evoluzionismo, elabora la teoria sull'evoluzione della specie, che avviene per selezione naturale e vige la legge del più forte e attrezzato per sopravvivere. Inoltre afferma che l'uomo sia il risultato di una selezione di specie precedenti, e non sia apparso in questa forma sulla terra, originariamente; entra così in contrasto con le teorie creazionistiche.

Realismo

La letteratura ottocentesca analizza il rapporto tra individuo e ambiente e si pone come letteratura della “verità”, con un metodo del tutto nuovo, scientifico, il metodo sperimentale. Il “Realismo” descrive una realtà mediocre, priva di abbellimenti, spesso dolorosa. Il romanzo dal quale deriva il termine “Realismo” è Il rosso e il nero di Stendhal, romanzo tuttavia ancora romantico. Con Balzac si procede per un lento processo fino al Naturalismo, fino alla realtà umana. La novità di Balzac è la rappresentazione obiettiva e imparziale del mondo e nella capacità di nascondere la propria voce per favorire una narrazione oggettiva, impersonale. Il romanzo si presta alle esigenze della letteratura moderna.

Decadentismo

La Francia è la capitale delle sperimentazioni letterarie; si sviluppano due capostipiti della nuova tendenza: I fiori del male di Baudelaire (Decadentismo) e Madame Bovary di Flaubert (Naturalismo).
Madame Bovary è una signora della provincia francese che conduce la vita mediocre di un matrimonio anaffettivo, innamorandosi di due uomini accomunati dall'egoismo; colta dalla disillusione, ricorre al suicidio. Le decadute radici morali, l'insoddisfazione della vita borghese si esprimono in “bovarismo”; il romanzo denuncia il degrado morale dell'intera società.
L'oscenità e l'oltraggio alla moralità e alla religione determinano azioni giudiziarie e di censura: Flaubert su assolto mentre Baudelaire fu sottoposto ad una multa e alla soppressione di sei poesie.

Naturalismo

Il Naturalismo si sofferma sugli studi sociologici, su cui si soffermeranno Comte e Darwin. Il termine deriva da un riferimento di Taine. Il romanzo si pone come strumento d'indagine antropologica e Zola ne fa largo uso rilevando la piaga sociale più diffusa del tempo, l'alcolismo e si procede con la descrizione di casi patologici: il destino degli individui è condizionato dall'ereditarietà genetica e dell'ambiente. Zola conobbe fama internazionale e le sue opere furono tradotte in Italia.

Verismo

In Italia trionfò il melodramma, l'opera lirica con Verdi e il romanzo insieme allo sperimentalismo con esponenti quali Capuana, Verga, Svevo, d'Annunzio, Pirandello, Pascoli…
Capuana e De Sanctis si dedicarono alla “fedeltà al reale”, all’ “amor del vero”, ma presso i nostri veristi prevale il principio estetico su quello scientifico. Mentre i romanzi francesi si concentrano sui ceti medio-alti, in Italia si parla più degli ambienti agricoli e sulla plebe contadina, il ceto sociale più miserabile, ambientato perlopiù nel meridione, dalla situazione immobile. Non essendoci in Italia capitali forti come Parigi, si sviluppano realtà regionali e il carattere verista italiano sfocia nella poliedricità.

Verga

Verga nasce a Catania nel 1840 da famiglia di piccola nobiltà agraria. Studio presso la facoltà di Giurisprudenza di Catania. A Firenze esordirà con Una peccatrice e Storia di una capinera. A Milano entra in contatto con il fervido ambiente scapigliato; Eva, Tigre reale, Eros sono legati al gusto romantico ma anche influenzati dalla Scapigliatura. Nedda rappresenta la realtà popolare siciliana mentre la vena veristica viene notata in Vita dei campi, I malavoglia, Le novelle rusticane, Mastro-don Gesualdo. Porta il Verismo anche in teatro, ottenendo successo a Torino con il dramma Cavalleria rusticana. Nel 1893 Verga vince una causa nei confronti di Pietro Mascagni per i diritti della versione lirica della Cavalleria rusticana e la notevole somma guadagnata gli permette di superare le gravi difficoltà economiche derivanti dal tracollo del patrimonio familiare. Rientrato definitivamente a Catania, conduce la mediocre vita di provincia. Luigi Pirandello tiene in suo onore un'orazione di elogio al Teatro Bellini di Catania e morto nel 1922 verrà acclamato come un'autentica gloria nazionale.

Le prime prove sono caratterizzate da un tratto romantico; Una peccatrice e la storia dell'amore tra una donna affascinante ed esperta e un giovane studente ambizioso; la vicenda si conclude con la rovina di entrambi: il protagonista se ne disamora e lei si avvelena mentre il giovane sprofonda nella mediocrità.
Storia di una capinera è un breve romanzo epistolare.
Maria, condannata alla monacazione forzata, racconta a Marianna le vicende della sua povera vita da reclusa che ruota intorno all'amore per un giovane, Nino, conosciuto durante un occasionale ritorno a casa; il ragazzo si sposa con la sorella Giuditta e, in preda alla follia, la povera capinera muore malata. In quest’opera vi è già un pieno possesso della lingua.

Eva è sicuramente il romanzo più riuscito è più interessante: il pittore siciliano Enrico, innamorato della ballerina, nutre una gelosia morbosa verso la ragazza, costringendola a lasciare i palcoscenici. Priva di fascino in un contesto casalingo, la lascia. Vedendola con un altro amante, uccide il conte, ancora in preda alla gelosia, per poi morire di tisi. Il finale post-romantico lo avvicina alla poetica della bohème e alla vita disordinata, povera e trasgressiva degli artisti romanici.
Nedda, bozzetto siciliano, è una tappa del percorso che condurrà al Verismo, fino ad arrivare alla novella Rosso malpelo.
Nedda è una poverissima ragazza italiana che si lascia possedere dal suo coetaneo Janu, morto poi per le febbri; la bambina nata dalla loro unione finirà anche essa per morire, e così Nedda torna sola come all’inizio del racconto, ma avendo maturato una maggiore consapevolezza della propria infelice condizione.
Di rilevo è la novella Fantasticheria, incentrata su una bella signora in sosta presso un misero villaggio di pescatori sulla costa Siciliana, prefigurazione dell’Aci Trezza dei malavoglia; le due leggi cardine sono la necessità e il caso. Al non capire di come poter vivere tutta la vita presso una tale miseria, il Verga esordisce con un “basta non possedere centomila lire d’entrata, prima di tutto”. La necessità coincide dunque con la natura economica alla quale il caso - il secondo elemento impossibile da controllare e gestire - ha destinato. Starsene lontano dall’oggetto rappresentato e vederlo con la mente piuttosto che con gli occhi determina quella che è un’osservazione schietta e coscienziosa.
La volontà della riproduzione della realtà si intravede in Jedi il pastore e Rosso Malpelo, accomunati dal medesimo destino di isolamento e di incomprensione, che termina con l’alienazione dell’individuo dalla società.
Nelle Novelle rusticane i toni si incupiscono e risalta la nuda, feroce realtà. Il tema più ricorrente è la “roba”, il sommo bene, la vita, con la quale il protagonista Mazzarò finirà nella tomba: “Roba mia, vienitene con me!”.
Il ciclo dei vinti (I Malavoglia, Mastro-don Gesualdo…),di stampo verista, analizza la graduale ascesa attraverso le classi sociali. L’interesse di Verga si concentra sui “vinti”, che non riescono a cogliere le opportunità dei mutamenti sociali per trasformarli in progresso.
I Malavoglia è il romanzo di saga familiare e della realtà popolare, ambientata ad Aci Trezza, un luogo “piccino” come i suoi abitanti, ai quali appare immenso; al di là c’è l’incommensurabile e l’ignoto. A Napoli i protagonisti finiscono per perdersi, da Lissa Luca non farà più ritorno. La struttura è circolare, si apre con la partenza di ‘Ntoni e si chiude con il suo definitivo commiato da Aci Trezza, per dare vita al nuovo inizio familiare; nel mezzo c’è la storia della rovina dei Malavoglia che poco a poco scompaiono. Vige l’etica del pugno chiuso, illustrato dal padron ‘Ntoni, che man mano si aprirà: si parla di punto di vista corale, come lo è anche il linguaggio, grazie alla tecnica del discorso indiretto libero.
Gli oggetti simbolo sono: la casa, che simboleggia la famiglia e la barca, simbolo della sopravvivenza; nel corso della narrazione si vedrà la presenza di una delle due, ma prevarrà la casa, la famiglia al di sopra di tutto. Ultima ma non meno importante, la posizione elegiaca di Verga che emerge dalla “malasorte” presente nel romanzo: i dolori si intrecciano alle gioie, dando vita ad una rappresentazione sincera e veritiera. Le azioni umane e le forze della natura causano gli eventi, ma entrambe sono vittime del caos; come il vento è origine della caduta delle foglie, così padron ‘Ntoni è origine della partenza di Bastianazzo, ma entrambi non sono causa delle rispettive conseguenze.
Trama: Presso il piccolo paesino di nel vive la famiglia Toscano che, nonostante fosse decisamente laboriosa, viene soprannominata Malavoglia. Il patriarca è Padron 'Ntoni, vedovo, che vive presso la casa del nespolo insieme al figlio Bastiano detto Bastianazzo sposato con Maria detta Maruzza la longa nonostante sia di statura tutt'altro che elevata. Bastiano ha cinque figli: 'Ntoni, Luca, Filomena detta Mena, Alessi e Lia. Il principale mezzo di sostentamento è la Provvidenza, piccola imbarcazione dedita alla pesca. 'Ntoni, il maggiore dei nipoti, parte per la leva militare. Per far fronte alla mancanza, padron ‘Ntoni tenta un affare comprando una grossa partita di lupini - peraltro avariati - da un suo compaesano. Il carico, affidato al figlio Bastianazzo, sfortunatamente naufraga, assieme a Bastianazzo. A seguito di questa sfortunata avventura, la famiglia si ritroverà con una triplice disgrazia: il debito dei lupini, la Provvidenza da riparare e la perdita di Bastianazzo e quindi di un membro importante della famiglia. Purtroppo, le disgrazie per la famiglia non terminano, viene a mancare anche Luca, uno dei nipoti. Tornato del servizio militare, 'Ntoni tornerà molto malvolentieri alla vita laboriosa della sua famiglia, e non rappresenterà alcun sostegno alla già precaria situazione economica del nucleo, finendo per darsi al contrabbando e successivamente in galera. Il debito causerà alla famiglia la perdita dell'amata Casa del nespolo e via via la reputazione della famiglia andrà peggiorando fino a raggiungere livelli umilianti. Un nuovo naufragio della "Provvidenza" porta Padron 'Ntoni ad un passo dalla morte, dalla quale, fortunatamente, riesce a scampare ma, ormai vecchio, non riuscirà a rivedere la sua vecchia casa. Lia, la sorella minore, vittima delle malelingue, lascia il paese e si abbandona all'umiliante mestiere della prostituzione. Mena sceglie di rinunciare a sposarsi con compare Alfio, di cui è innamorata, e rimarrà in casa ad accudire i figli di Nunziata e di Alessi, il minore dei fratelli, che continuando a fare il pescatore ricostruirà la famiglia e potrà ricomprare la "casa del nespolo". Quando 'Ntoni, uscito di prigione, torna al paese, si rende conto di non poter restare a causa del suo passato di detenuto.
Mastro-don Gesualdo ruota intorno al protagonista; il titolo contiene già in sé un pezzo della storia: “mastro-don” indica l’evoluzione sociale del protagonista, che da poveraccio mette su un’impresa edile dal quale ricava il titolo di mastro e, dopo aver accumulato un’enorme fortuna, il successivo titolo di don; la gente non dimentica i due aspetti di quella personalità e lo chiama, perciò, Mastro-don; il protagonista, in effetti, si comporta un po’ da signore e un po’ da popolano qual è e quale sarà sempre.

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