Ominide 134 punti

Note biografiche su Giovanni Pascoli


Giovanni Pascoli nacque nel 1855 a Forlì, in Emilia Romagna. Quando egli aveva dodici anni, suo padre venne ucciso a colpi di fucile mentre stava rincasando. Il ragazzino rimase traumatizzato da questo fatto.
Negli anni successivi proseguì i suoi studi e si laureò in lettere. Scrisse una raccolta di poesie intitolata "Myricae". Morì a Bologna nel 1912.

I temi fondamentali delle sue poesie sono tre:

    -il valore degli affetti familiari
    -la bellezza della natura
    -i ricordi d'infanzia

A quest'autore si associa la metafora del "fanciullino" poiché le sue poesie che trattano delle "piccole cose" contengono molteplici significati profondi e bisogna guardarle con gli occhi curiosi di un bambino.

Il tuono


La poesia è una ballata piccola. L'opera è composta da sette versi tutti endecasillabi, suddivisi in due parti separate da una cesura. Schema rimico: ABCBCCA
Dal titolo della poesia si può già intuire che nella composizione prevalgono delle sensazionoi uditive.
I versi ritraggono una scena che avviene di notte: il suono rimbombante di un tuono si contrappone al canto dolce di una mamma che consola il suo bimbo. Viene pertanto ripreso il tema degli affetti familiari.

E nella notte nera come il nulla,
a un tratto, col fragor d'arduo dirupo
che frana, il tuono rimbombò di schianto:
rimbombò, rimbalzò, rotolò cupo,
e tacque, e poi rimareggiò rinfranto,
e poi vanì. Soave allora un canto
s'udì di madre, e il moto di una culla.

Nel primo verso della poesia è presente una paronomasia tra "nella" e "nulla". Inoltre i termini "nera" e "nulla" richiamano il buio profondo della notte (sensazione visiva).
In quasi tutta la poesia compaiono allitterazioni della "r", ma anche di altri gruppi consonantici caratterizzati dal timbro aspro allo scopo di rendere l'idea del suono rimbombante del tuono.
La prima parte della poesia ha un ritmo accellerato e si conclude al penultimo verso. La cesura tra le due parti della ballata è resa dal punto. Negli ultimi due versi della poesia il ritmo rallenta, quasi come se accompagnasse il canto della madre. Le vocali aperte e le allitterazioni della "l" e della "m" contribuiscono a dare l'idea di un suono melodioso e dolce.

Hai bisogno di aiuto in Giovanni Pascoli?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
Registrati via email