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Giovanni Pascoli

Poetica

La poetica di Pascoli è influenzata dalla morte del padre e dai tre mesi di carcere -> matura una concezione della vita molto negativa: tutto è dominato da un male oscuro, opprimente, che è sconosciuto -> la vita è un mistero inaccessibile.
L’uomo deve sviluppare la sua sensibilità (carità e compassione).
La poesia ha una funzione consolatoria: non risolve il mistero, ma attenua la sofferenza.

Chi è il poeta? È “Il fanciullino” (1897): in ogni uomo c’è una voce infantile che permette di conoscere in maniera intuitiva la realtà, di penetrare il mistero e l’ignoto. L’uomo adulto mette a tacere questa voce, preso dalle incombenze e dalla sovrastruttura della sua vita. Il poeta anche da adulto fa parlare questa voce e la ascolta: suscita anche negli altri questa voce messa a tacere.
- Tema del “nido”: simbolo fortissimo.

> Nido-culla (famiglia protettiva positiva)
> Nido-vuoto (distrutto)
- Idea del crepuscolo come tramonto della vita e del cimitero.
- Attenzione alle piccole cose, soprattutto nel mondo della natura (alberi, fiori, uccelli, insetti…).
- Tema antitetico a quello del microcosmo: macrocosmo (stelle, fenomeni atmosferici, temi cosmici: senso di vertigine e di smarrimento).
- Tema della nebbia, che rende irriconoscibili gli oggetti -> tema del mistero.
- Tema del vento -> mistero.

Tecnica espressiva

Rompe con la tradizione. Gianfranco Contini, critico letterario, parla di un linguaggio pre-grammaticale e post-grammaticale: termini semplici, comuni, figure retoriche legate all’imitazione dei suoni della natura (onomatopea), ma anche termini settoriali (es. botanica), termini inglesi, espressioni gergali e dialettali -> uso della lingua molto raffinato.

Raccolte

- “Myricae”: termine latino che indica tamerici, piante arboree o arbustive (IV egloga di Virgilio nelle “Bucoliche”: umili myricae) -> tratta argomenti piccoli della natura.
- “Poemetti”: imita Virgilio perché il filo conduttore è la vita di una famiglia in campagna (“Georgiche”).
- “Canti di Castelvecchio”: giunge a maturazione l’aspetto simbolistico proprio di “Myricae” -> poesie più complesse, col rischio che il simbolo diventi ermetico.
- “Poemi conviviali”: pubblicati sulla rivista “Convito”. Ripropone personaggi dell’antichità, ma in chiave moderna, come eroi “decadenti”, inquieti, tormentati.

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