Ominide 690 punti

Pascoli è ritornato in diversi momenti sul significato morale e sociale della sua opera. Egli per molto tempo si definiva socialista. Si trattava di una religione umanitaria, di un appello alla pacificazione universale. L'ideale sociale di Pascoli è il contadino che vive nel suo nido formato da casa e famiglia (e nasce un nuovo simbolo, la siepe). Pascoli ha una percezione acuta delle trasformazioni economiche e politiche: la piccola proprietà è minacciata dal grande capitale finanziario e dalle rivendicazioni collettivistiche del socialismo. Pascoli quindi interpreta la piccola borghesia che viene schiacciata dai nuovi conflitti di classe ed è avviata al declino. Egli fu sempre nazionalista. Le guerre coloniali sono sempre esaltate dal poeta. Questo pensiero si poteva trovare anche in altri poeti, ma Pascoli fu l'unico a preoccuparsi del problema dell'emigrazione.
Pascoli ha esposto le sue idee sulla poesia in un saggio intitolato Il fanciullino. Secondo lui, un fanciullino è presente dentro ciascuno di noi come memoria della propria infanzia. L'allegoria del fanciullino significa liberare la poesia da ogni spessore storico e culturale e si tratta di individuare la poesia come lirica e pura. <<Poesia è trovare nelle cose, come ho a dire il loro sorriso e la loro lacrima>>. Secondo Pascoli, la poesia nasce dalle cose stesse e il compito del poeta è quello di scoprirle e nominarle. Qui si pone il problema della lingua perchè bisogna trovare un lessico capace di aderire alle cose caratterizzando ogni particolare. Il linguaggio della tradizione lirica italiana non va bene. Pascoli arricchisce il lessico letterario con termini dialettali. Secondo lui, questa cosa non interessa al fanciullino perché egli deve ascoltare la sua voce interiore e non impancarsi a predicare.

Hai bisogno di aiuto in Giovanni Pascoli?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email